Leone XIV apre il Concistoro straordinario, blindato e senza interviste ai cardinali
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Nessuna intervista, nessuna dichiarazione, nessuna indiscrezione sui lavori: Papa Leone XIV ha deciso di blindare il Concistoro straordinario che prende il via oggi, venerdì 26 giugno, in Vaticano, imponendo ai cardinali la linea della massima riservatezza.
Per due giorni, i porporati non potranno rilasciare dichiarazioni alla stampa né commentare quanto accadrà all'interno dell'assemblea, una scelta che punta a preservare un clima di confronto libero da pressioni esterne ma che, di fatto, mette un argine alla comunicazione pubblica del Collegio cardinalizio durante lo svolgimento dell'incontro.
«È richiesto ai Cardinali di mantenere la riservatezza sui lavori e di non rilasciare dichiarazioni alla stampa durante lo svolgimento del Concistoro, in modo da conservare un clima di fraterno confronto», si legge nella nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede, che ha anche specificato come non sia prevista la presenza dei giornalisti nell'Aula durante i lavori.
L'avvio dei lavori in Aula Paolo VI
La giornata di apertura è iniziata con la Messa presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro alle ore 7.30, mentre il cuore del confronto si è spostato poi nell'Aula Paolo VI, dove alle 9.30 ha preso il via la prima sessione dopo il canto del Veni Creator Spiritus e il saluto del cardinale decano Giovanni Battista Re.
È stato proprio l'intervento introduttivo di Leone XIV a dare il via ai lavori, prima della presentazione delle modalità di lavoro e della meditazione biblica affidata al cardinale Grzegorz Ryś, arcivescovo metropolita di Cracovia, incentrata sulla domanda «In quale mondo siamo chiamati ad annunciare il Vangelo?».
I partecipanti, suddivisi in venti gruppi per favorire un confronto capillare, sono chiamati a riflettere sulle sofferenze, le tensioni e gli interrogativi che attraversano i popoli e le comunità ecclesiali, ma anche sui segni di speranza e di possibile riconciliazione da portare all'ascolto comune, seguendo una metodologia sinodale che prevede momenti di preghiera, silenzio, condivisione in piccoli gruppi e restituzione in assemblea plenaria.
I temi del Concistoro: guerra, pace e l'enciclica "Magnifica Humanitas"
Il programma del Concistoro, che si protrarrà fino a sabato 27 giugno con quattro sessioni complessive, riflette le grandi priorità del pontificato di Leone XIV, ponendo al centro la situazione internazionale, il tema della pace e l'approfondimento della sua prima enciclica, Magnifica Humanitas.
Nel pomeriggio della prima giornata, i lavori si concentreranno sulla «cultura della potenza e la civiltà dell'amore», con un'introduzione affidata al cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, che guiderà la riflessione a partire dal quinto capitolo del documento pontificio.
Sabato mattina, invece, il cardinale Stephen Brislin, arcivescovo di Johannesburg, introdurrà la sessione dedicata a «Costruire nel bene: i cantieri del nostro tempo», mentre l'ultima sessione pomeridiana, che si terrà nell'Aula Nuova del Sinodo, sarà interamente dedicata al cammino di attuazione del Sinodo, con l'introduzione del cardinale Mario Grech e un momento di dialogo libero con il Santo Padre prima del suo intervento conclusivo.
Il metodo sinodale e le assenze tra i porporati
Se sul piano comunicativo il Papa sceglie il riserbo, sul piano organizzativo conferma invece l'impianto partecipativo ereditato da Francesco, fondato sul lavoro in piccoli gruppi e sulla costruzione di sintesi condivise, con i cardinali divisi in due insiemi: nove gruppi di elettori ordinari e undici gruppi composti da elettori della Curia romana e non elettori. Tra le assenze che peseranno sui lavori figurano, per motivi di salute, i cardinali Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest, e Willem Eijk, arcivescovo di Utrecht.
Il Concistoro, che ha come obiettivo dichiarato quello di offrire sostegno e consiglio al Papa nell'esercizio del governo della Chiesa, si concluderà idealmente lunedì 29 giugno con la solennità dei santi Pietro e Paolo, quando Leone XIV presiederà la Messa nella Basilica Vaticana e imporrà il pallio agli arcivescovi metropoliti dell'ultimo anno.




