Von der Leyen: il destino dell'Europa deve restare nelle mani degli europei

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   «Il destino dell'Europa deve rimanere nelle mani degli europei». Ursula von der Leyen ha scelto questa formula per aprire il suo intervento davanti all'Europarlamento riunito a Strasburgo, in occasione dell'annuale Discorso sullo Stato dell'Unione. La presidente della Commissione europea ha costruito l'intero discorso attorno al concetto di indipendenza, declinandolo attraverso i principali fronti di crisi che l'Unione si trova ad affrontare: dalla guerra in Ucraina alla competizione tecnologica con la Cina, dalla difesa comune alla protezione dei minori nell'ambiente digitale.

Un'Europa più forte ma esposta alle minacce

Von der Leyen ha esordito citando Charles Dickens, richiamando l'incipit del Racconto di due città per descrivere il momento presente come il migliore e il peggiore dei tempi. Nel suo intervento ha rivendicato i risultati degli ultimi anni, ricordando che la spesa per la difesa degli Stati membri è aumentata di quasi l'80% nell'arco di cinque anni. «Sta emergendo un'Europa più forte e indipendente», ha affermato, sottolineando come l'Unione stia consolidando la propria prosperità e si stia liberando dalla dipendenza dai combustibili fossili russi.

Il tono è però rimasto allarmato quando la presidente ha elencato le minacce in corso. Ha parlato di «un mondo apertamente ostile», caratterizzato da una guerra di aggressione nel continente europeo, da conflitti nelle vicinanze e da una competizione globale per le capacità industriali. Sul piano interno, von der Leyen ha denunciato l'azione di «ultranazionalisti e antieuropei» accomunati, a suo dire, dall'obiettivo di frantumare l'unità europea.

«I nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso: disprezzano i nostri valori e vogliono infrangere la nostra unità», ha dichiarato, invitando a lottare insieme per la propria idea di Europa.

Il Canada primo membro associato dell'Unione

Uno degli annunci più rilevanti della giornata ha riguardato il Canada. Rivolgendosi direttamente al primo ministro Mark Carney, presente in aula, von der Leyen ha proposto di aprire la strada affinché Ottawa diventi il primo membro associato dell'Unione europea. «Condividiamo un oceano, gli stessi valori e lo stesso modo di vedere il mondo», ha detto la presidente, precisando che l'obiettivo è passare dall'accordo commerciale CETA a una più ampia alleanza per il futuro, uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica.

La proposta si inserisce in un contesto di crescenti tensioni commerciali tra Washington e Ottawa.

Difesa, materie prime e intelligenza artificiale

Sul fronte della difesa, von der Leyen ha annunciato un nuovo strumento europeo per gli abilitanti strategici, allineato con la NATO, che comprenderà sistemi di difesa aerea e missilistica, trasporto strategico e rifornimento in volo, oltre ai domini spaziale e cibernetico. «Non c'è spazio per dubbi: l'Europa difenderà ogni singolo metro quadrato del suo territorio», ha affermato. Ha poi ribadito il sostegno a Kiev, annunciando nuove misure per l'inverno, il rafforzamento della difesa aerea ucraina e lo sviluppo congiunto di un sistema modulare di missili, il cui cuore è il progetto Freyja.

Sul versante economico, la presidente ha indicato nel disavanzo commerciale con la Cina un punto nevralgico, quantificandolo in un miliardo di euro al giorno. Ha parlato apertamente di deindustrializzazione del cuore produttivo europeo e ha annunciato l'istituzione di una nuova Compagnia europea per le materie prime critiche, con l'obiettivo di ridurre dipendenze che superano l'80% per molte materie prime e toccano il 90% per alcune terre rare. Sul piano finanziario, ha anticipato un pacchetto per il settore bancario incentrato sulla semplificazione e sulla riduzione della frammentazione.

Quanto all'intelligenza artificiale, von der Leyen ha citato le preoccupazioni espresse dagli sviluppatori dopo l'incidente legato a Hugging Face, dicendosi favorevole a un ritmo controllato nello sviluppo dei modelli di frontiera. Ha confermato l'AI Act come strumento centrale di garanzia e ha annunciato la volontà di collaborare con Canada, Regno Unito e altri partner che condividono gli stessi valori su valutazione dei modelli, verifica e sistemi di allerta precoce.

Nel corso del discorso ha anche reso omaggio a Sasha, una giovane ginnasta ucraina rimasta ferita in un attacco missilistico e tornata alle competizioni con una protesi, definendola una fonte di ispirazione.

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