Zelensky annuncia un nuovo round di negoziati trilaterali ad Abu Dhabi mentre la tregua energetica regge
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Redazione Esteri
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto, attraverso un rapporto del suo team, che le diplomazie di Russia, Stati Uniti e Ucraina si incontreranno nuovamente per un nuovo ciclo di colloqui. L’appuntamento, fissato per il 4 e il 5 febbraio, avrà come scenario Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, che si conferma così una piazza diplomatica di riferimento per tentativi di mediazione internazionale. L’annuncio arriva in un momento di fragilità tattica, mentre sul campo permangono azioni belliche e si registra una precaria stasi su un altro versante cruciale.
La tregua sul gas e i venti di dialogo da Miami
Proprio nelle ore in cui si prepara il vertice negli Emirati, sembra reggere, nonostante tutto, quella che è stata definita una “tregua energetica”, una sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine durante l’ondata di gelo più intensa. Tale pausa, tuttavia, non si è estesa ad altri teatri operativi: il ministero della Difesa di Mosca ha infatti dichiarato che le proprie difese aeree hanno intercettato e abbattuto una ventina di droni sopra alcune regioni russe, il che dimostra come la dinamica conflittuale sia, nel complesso, lontana dall’essere congelata. Parallelamente, da fonti russe arriva un giudizio positivo sui recenti contatti con la controparte americana: l’inviato di Mosca ha infatti definito “produttivi” i colloqui tenutisi a Miami con i rappresentanti dell’amministrazione del presidente Donald Trump.
Le attese di Kiev e il countdown per il vertice
Zelensky, nel suo consueto discorso serale, ha ribadito l’importanza del coordinamento con Washington, affermando che l’Ucraina attende “indicazioni specifiche” riguardo ai futuri incontri e di contare su un appuntamento con la parte statunitense già nella prossima settimana. “Siamo costantemente in contatto con la parte americana”, ha sottolineato il presidente, esprimendo la disponibilità di Kiev a collaborare in tutti i formati di lavoro possibili. Questa corsa contro il tempo per definire le posizioni avviene mentre il Paese affronta le rigide temperature invernali e mentre si avvicina la scadenza della tregua-lampo sulle infrastrutture energetiche, una misura la cui fine potrebbe riacutizzare le sofferenze della popolazione civile.
Lo scenario complesso alla vigilia dei colloqui
Il quadro che precede il round negoziale di Abu Dhabi appare dunque estremamente composito e segnato da segnali contraddittori. Da un lato, si registrano aperture diplomatiche e giudizi favorevoli su alcuni dialoghi bilaterali, come quelli tra russi e americani; dall’altro, le ostilità continuano, come dimostrano gli incidenti notturni con i droni e l’ammissione di Mosca che gli attacchi contro l’Ucraina proseguono nonostante le richieste di pausa. La posta in gioco per l’incontro negli Emirati si carica quindi di un peso notevole, dovendo conciliare le esigenze umanitarie immediate, le posizioni strategiche delle parti in campo e la necessità di gettare le basi per un dialogo più strutturato, in un contesto dove la fiducia rimane un bene raro e le azioni militari parlano ancora un linguaggio molto forte.




