Afragola, violenza di branco su un disabile: tre arresti per abusi e sevizie durati mesi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Fabrizio Forte del tribunale di Napoli Nord su richiesta della procura, ha portato all'arresto di tre giovani di Afragola, gravemente indiziati di violenza sessuale di gruppo e atti persecutori aggravati. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Anna Maria Lucchetta e dal pm Chiara Burattini, hanno delineato i contorni di una vicenda agghiacciante, consumatasi per circa sette mesi ai danni di un ragazzo con un'accertata disabilità cognitiva, riconosciuta in misura del settantacinque per cento. I carabinieri della stazione locale, diretti dal luogotenente Carmine Antinori, hanno eseguito il provvedimento nelle scorse ore, bloccando R.P., di trentaquattro anni e considerato dagli inquirenti l'elemento di spicco del gruppo, insieme a L.C., ventunenne, e a G.D.L., ventenne. Se per i due più giovani non risultano precedenti penali, il trentaquattrenne vantava già a suo carico una storia giudiziaria per reati contro il patrimonio.
Il meccanismo di sopraffazione, come ricostruito dagli inquirenti, si sarebbe innescato all'interno di un negozio della zona che la vittima frequentava, prestando occasionalmente aiuto. È in quel contesto, secondo quanto emerso dalle indagini, che i tre avrebbero attirato il ragazzo nel retrobottega, consumando il primo abuso sessuale. Un episodio, questo, documentato con uno smartphone e destinato a diventare l'innesco di un vero e proprio calvario. La vittima, infatti, è stata sottoposta a un stillicidio quotidiano di violenze fisiche e psicologiche, immortalate in ulteriori video e fotografie. Per piegare la sua volontà e garantirsi l'omertà, i tre lo minacciavano ripetutamente, arrivando a prospettargli l'amputazione di un dito qualora avesse osato raccontare l'accaduto.
Le sevizie documentate nel corso dell'inchiesta restituiscono il quadro di una crudeltà sistematica, agita con la logica del branco. Il giovane, la cui fragilità è stata cinicamente sfruttata, è stato costretto a ingerire cipolle crude in un solo boccone, provocandogli il vomito, e a bere una bibita nella quale erano stati fatti macerare decine di peperoncini piccanti. Gli aguzzini, inoltre, lo sottoponevano a violenti getti di acqua gelata con una pompa e, in almeno un'occasione, gli hanno spento una sigaretta accesa sul collo. A completare il quadro, un crescendo di offese, insulti e angherie di ogni genere, il tutto finalizzato a un divertimento distorto e crudele: il gip, nell'ordinanza, ha parlato di una vittima "degradata a mero oggetto dei sadici passatempo degli indagati", trattata alla stregua di una "non persona al servizio del loro più futile e insulso diletto". Tanta era la pressione psicologica subita che il ragazzo, già in carico a un centro per i suoi problemi, ha visto peggiorare il suo stato ansioso al punto da richiedere un incremento della terapia farmacologica, un segnale, questo, inizialmente frainteso e attribuito alla sua condizione clinica.




