Piscine con bocchettoni irregolari, arriva lo stop dopo la morte di Gabriele
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Redazione Interno
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Le piscine con bocchettoni irregolari saranno soggette allo stop previsto dal nuovo emendamento al Dl Sport, approvato dopo le tragedie delle ultime settimane e dopo la morte di Gabriele a Suio. La norma introduce la possibilità di chiudere gli impianti che presentano sistemi di aspirazione non conformi, con l’obiettivo di impedire che griglie, prese di fondo e bocchettoni possano trasformarsi in un pericolo per i bagnanti. La decisione arriva mentre il padre del bambino, Antonello Petrucci, continua a chiedere maggiore attenzione sulla sicurezza degli impianti termali coinvolti nella vicenda.
«Non si può pensare di andare in piscina e tornare a casa senza un figlio», ha detto Antonello Petrucci ricordando la morte di Gabriele. Il padre ha descritto quanto accaduto come una morte difficile da comprendere, soprattutto perché il bambino sapeva nuotare molto bene. Nelle sue parole emerge il contrasto tra la percezione di sicurezza di una struttura costruita dall’uomo e il rischio che può nascere da un impianto non adeguato, con un richiamo alla necessità di includere gli impianti termali nelle verifiche sulla sicurezza.
La stretta sulle piscine dopo gli incidenti
Il decreto Sport all’esame della Camera contiene una modifica approvata all’unanimità dall’Aula che riguarda le piscine pubbliche e private destinate a un’utenza pubblica. La nuova disposizione stabilisce lo stop per gli impianti con bocchettoni di aspirazione non a norma, intervenendo sui sistemi utilizzati per il ricircolo e la depurazione dell’acqua. La misura riguarda anche le strutture private aperte al pubblico e nasce dalla necessità di rafforzare i controlli sugli elementi tecnici che possono incidere sulla sicurezza dei bagnanti.
Nel testo dell’emendamento viene indicato che il sistema di ricircolo delle piscine deve garantire condizioni di sicurezza tali da impedire fenomeni vorticosi di aspirazione con effetto ventosa nei confronti di qualsiasi parte del corpo dei bagnanti. La norma cita in particolare le prese di aspirazione delle acque, comprese griglie di fondo, bocchettoni e altri materiali utilizzati per lo stesso scopo. L’intervento punta quindi a evitare situazioni in cui un componente dell’impianto possa generare un rischio durante la permanenza in acqua.
Cosa cambia per gli impianti aperti al pubblico
Le nuove regole introdotte con il Dl Sport riguardano la sicurezza delle piscine attraverso un controllo più rigoroso dei sistemi di aspirazione. Gli impianti dovranno rispettare requisiti capaci di impedire l’effetto ventosa provocato da prese o bocchettoni non conformi, con la possibilità di sospendere l’attività delle strutture che non garantiscono questi standard. La modifica approvata dal Parlamento interviene quindi su un aspetto tecnico specifico, quello delle componenti che regolano il movimento dell’acqua.
La vicenda di Gabriele a Suio ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nelle piscine e degli impianti termali. Il padre del bambino ha sottolineato la difficoltà di accettare che una piscina possa diventare una trappola e ha chiesto che anche queste strutture siano considerate nelle misure di prevenzione. Con l’emendamento al decreto Sport, la normativa introduce un intervento diretto sui bocchettoni e sulle prese di aspirazione, indicando nuovi criteri per evitare situazioni di pericolo negli impianti destinati ai bagnanti.
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