Mondiali, l’Argentina di Messi debutta a Kansas City contro l’Algeria. Scaloni sceglie Lautaro, Petkovic punta su Mahrez

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Sarà l’ora più insolita – le tre della notte italiana tra martedì 16 e mercoledì 17 giugno – a sancire l’ingresso in campo dell’Argentina campione del mondo in carica, impegnata all’Arrowhead Stadium di Kansas City contro l’Algeria di Vladimir Petkovic per la prima giornata del gruppo J.

Una sfida che, sulla carta, sorride alla Seleccion guidata da Lionel Scaloni, la quale però si trova a gestire quella che ormai è diventata una consuetudine più che un’eccezione: il dilemma legato alla composizione del reparto offensivo, con Lionel Messi saldamente al centro del progetto tecnico e il ballottaggio tra Julian Alvarez e Lautaro Martinez a tenere banco alla vigilia dell’esordio.

Se da un lato l’Albiceleste cerca il bis dopo il trionfo in Qatar, una missione riuscita soltanto all’Italia (1934-1938) e al Brasile (1958-1962) nella lunga storia della competizione, dall’altro l’Algeria – soprannominata Les Fennecs – tenterà l’impresa in un girone che la vede opposta anche ad Austria e Giordania, senza per questo partire con i favori del pronostico.

Il ballottaggio Alvarez-Lautaro: l’interista in vantaggio, l’atletico insegue

Il nodo tattico principale, quello che Scaloni si trova a sciogliere per l’ennesima volta alla vigilia di una competizione importante, riguarda il ruolo di centravanti: da un parte Julian Alvarez, reduce da una stagione intensa e da un fastidio alla caviglia che ne ha condizionato l’avvicinamento al torneo, dall’altra Lautaro Martinez, capitano dell’Inter e reduce da un'annata da protagonista in Serie A.

Secondo le ultime indicazioni provenienti dagli allenamenti statunitensi, proprio il "Toro" – che nel Mondiale 2022 aveva visto preferirsi Alvarez dopo la clamorosa sconfitta con l’Arabia Saudita – sembra aver guadagnato i gradi di titolare per la gara d’esordio, complice anche la gestione precauzionale del suo rivale diretto, ancora alle prese con un recupero muscolare che ne ha limitato la presenza nelle amichevoli pre-Mondiali.

Una decisione, quella del tecnico di Pujato, che rappresenta un rovesciamento delle gerarchie passate, visto che in Qatar e nella successiva Copa America il posto da titolare era stato appannaggio dell’ex Manchester City, l’attuale attaccante dell’Atletico Madrid.

Le scelte di Petkovic: Mahrez punto fermo, i dubbi dietro

Vladimir Petkovic, dal canto suo, deve fare i conti con un organico che presenta alcune certezze – come la presenza di Riyad Mahrez nel tridente offensivo – ma anche qualche apprensione in fase di copertura, laddove la retroguardia delle Volpi del deserto potrebbe rivelarsi il tallone d’Achille di fronte alla potenza di fuoco argentina.

Il commissario tecnico elvetico, artefice della qualificazione africana, si affida all'esperienza del suo capitano nonostante alcune critiche ricevute in patria sulla tenuta atletica del laterale, mentre in difesa si valutano gli accostamenti tra Bensebaini, Mandi e i laterali Ait-Nouri e Belghali per cercare di imbrigliare le folate di Messi e il dinamismo del prescelto tra Lautaro e Alvarez.

Una partita, quella in programma alle 3 italiane (le 20 di Kansas City), che rappresenta un crocevia delicato per entrambe le nazionali: una vittoria lancerebbe l’Argentina verso il comando del girone, mentre l’Algeria proverà a imitare l’Arabia Saudita del 2022, capace di stendere i campioni del mondo al loro esordio.

Il peso della storia e il debutto in notturna

Scaloni, che durante l’ultima preparazione ha testato sia il modulo a quattro che una linea difensiva a cinque per arginare le ripartenze avversarie, dovrebbe affidarsi a Emiliano Martinez tra i pali con una retroguardia composta da Molina, Romero, Lisandro Martinez e Medina, supportata dal solito trio di centrocampo composto da De Paul, Enzo Fernandez e Mac Allister. Una macchina perfetta (o quasi) quella argentina, che insegue un record che manca da oltre sessant’anni, ma che paga forse un pizzico di timore reverenziale derivante dall’enorme peso dell’essere i campioni in carica.

Dall’altra parte del campo, l’Algeria si affida al talento di Mahrez – nonostante le voci di un possibile ridimensionamento del suo ruolo a super-sub – supportato da elementi come Gouiri e Amoura per cercare di sfondare una difesa che, per quanto organizzata, ha mostrato qualche piccola incertezza nei test pre-Mondiali. L’appuntamento è per la notte italiana, quando a Kansas City andrà in scena il primo atto del gruppo J, con l’Austria e la Giordania pronte a osservare da spettatrici interessate prima del loro rispettivo esordio.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.