Christine Lagarde avverte l'Europa: inflazione incerta, servono riforme strutturali

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Christine Lagarde, intervenendo in commissione Affari economici del Parlamento europeo, ha tracciato un quadro dalle tinte fosche, sostenendo che “le prospettive per l’inflazione nell’area dell’euro rimangono più incerte del solito”. La presidente della Banca centrale europea, che ha definito “volatile” il contesto globale della politica commerciale, ha indicato in questo la fonte principale dei rischi, i quali, come ha precisato, possono materializzarsi “sia al rialzo che al ribasso”. Una situazione, quella descritta a Bruxelles, che non sembra mostrare segnali di miglioramento immediato, gravata com'è da un numero eccessivo di variabili in gioco.

L'appello di Lagarde per un euro come "ancora di fiducia globale"

In questo scenario, segnato da profondi cambiamenti geopolitici e dalla trasformazione digitale, Lagarde ha colto l'occasione per lanciare un appello, definendo quella attuale un'“opportunità unica” per creare le condizioni che possano rafforzare il ruolo internazionale della moneta unica. L'euro, nato dall'idea di un'Europa più unita, potrebbe infatti diventare, a suo dire, un'“ancora di fiducia globale”, andando oltre la sua funzione originaria. La visione, però, non basta: la presidente ha infatti rimarcato con forza la necessità di “riforme coraggiose” per tradurre questa ambizione in realtà concreta.

L'impatto dei dazi USA sulla crescita europea

Una delle minacce più tangibili alla crescita economica proviene proprio dall'inasprimento del clima commerciale. Lagarde, rispondendo a una domanda nel corso dell'audizione trimestrale, ha fornito una stima precisa e allarmante: i dazi commerciali stabiliti nell'accordo tra Stati Uniti e Unione europea comporteranno una frenata per il Pil dell'area euro. Secondo i calcoli dei tecnici dell'istituto di Francoforte, si registrerà una perdita di 0,7 punti percentuali di crescita cumulati nel triennio che va dal 2025 al 2027. La presidente ha sottolineato il netto peggioramento della situazione, ricordando come, prima dell'avvio di questa partita, “il dazio medio Usa sulle importazioni dalla Ue era del 2,3%, ora è del 13,1%”, una differenza che si aggira quindi intorno ai dieci punti percentuali.

La resilienza non è casuale, ma è il momento di agire

Nonostante il quadro preoccupante, Lagarde ha riconosciuto la capacità di resistenza mostrata finora dall'economia dell'area euro. Tuttavia, ha immediatamente smorzato ogni possibile ottimismo, avvertendo che la stabilità del presente non è una garanzia per il domani. “La resilienza della nostra economia non è casuale”, ha affermato, spiegando che essa riflette in larga misura la solidità di conquiste che troppo spesso vengono date per scontate. Per questo, ha insistito, l'ora di agire è arrivata, indicando nell'attuazione di quelle riforme strutturali, più volte invocate ma non ancora pienamente realizzate, l'unica strada percorribile per assicurare le basi di una prosperità futura.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.