Tragedia in mare a Napoli, la città chiede perdono
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Redazione Interno
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Cara Cristina, Napoli ti chiede perdono. Vorrebbe nascondersi dietro i tuoi occhi con i colori del mare e sprofondare al posto tuo, senza potere più riemergere per la vergogna, nello stesso specchio d'acqua davanti a villa Rosebery, la residenza partenopea del Presidente della Repubblica. Non è possibile perché il tuo sorriso che sprigionava vita e contagiava chi ti stava intorno, lo ha spento per sempre proprio quella Napoli che tu hai scelto per un futuro lavorativo di eccellenza e amato visceralmente per le sue bellezze naturali.
Il tragico incidente
Da soccorritore ad indagato nel giro di poche ore. Guido Furgiuele, avvocato napoletano, era al timone dell'imbarcazione che domenica pomeriggio nel mare di fronte a Napoli ha travolto un kayak con a bordo una coppia, uccidendo Cristina Frazzica, una ricercatrice di 30 anni. Il legale, figlio del professore Alfonso Furgiele, ora è indagato per omicidio colposo e omissione di soccorso.
Le parole dell'indagato
Nessun rumore strano, nessun impatto, al contrario quando ha visto un uomo in mare che chiedeva aiuto è intervenuto subito. Si difende così Guido Furgiuele, l'avvocato penalista napoletano indagato dalla procura di Napoli nell'ambito delle indagini sulla morte di Cristina Frazzica, investita e uccisa domenica scorsa mentre era in gita in kayak nelle acque di Posillipo insieme con un amico.




