Ricordo delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, un momento solenne
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
È un momento che ha la solennità dei momenti che attendi da tutta una vita. Giorgia Meloni si vede ragazzina mentre legge il discorso su un foglio strapazzato dal vento e dall’umidità: «Venivo qui quando lo facevano in pochi, perché farlo significava essere additati, accusati, isolati».
Il ritorno di Meloni:
Ci è tornata altre volte da adulta, e adesso da presidente del Consiglio, «con qualche ruga in più». La prima ministra Meloni ha ricordato la tragedia delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, chiedendo perdono per il "silenzio colpevole" del passato.
Il negazionismo della destra sulle violenze del fascismo:
Gianni Cuperlo, triestino, deputato del Pd, ha risposto alla domanda sul perché la sinistra è afona sulle foibe: «Non è vero. Un’evoluzione c’è stata, ben prima che si istituisse la Giornata del Ricordo nel 2004. Io da segretario della Fgci, nel 1989, portai una corona di fiori alla foiba di Basovizza. Piero Fassino lo fece l’anno prima di me».
La Giornata del ricordo nelle parole di chi c'era:
In occasione del Giorno del ricordo oggi a Bagnaria, alle ore 18, nel salone municipale, l'associazione Italiani di Pola e Istria in collaborazione con il comune organizza l’evento dal titolo “Pola, una città italiana”. Durante questo appuntamento vi sarà la proiezione di un docufilm dal titolo “Pola” nel quale esuli ricordano e raccontano come hann…




