Fiaccolata e ricordi per le vittime delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata
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Redazione Interno
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Un gruppo numeroso di manifestanti, nonostante la pioggia battente, si è radunato oggi pomeriggio in piazza Perotti per partecipare a una fiaccolata organizzata da Fratelli d’Italia in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. L’evento, che si inserisce nel quadro delle commemorazioni per il Giorno del Ricordo, ha visto la partecipazione di cittadini, rappresentanti politici e familiari delle vittime, uniti nel ricordo di una delle pagine più dolorose della storia italiana.
Tra i presenti, Paola Pinna, una castellana che ha voluto condividere la storia del padre, Giorgio Pinna, costretto a lasciare Fiume nel 1947, dopo la firma del trattato di pace che assegnò quei territori alla Jugoslavia. “L’unica colpa di mio padre era di essere italiano”, ha dichiarato Pinna, sottolineando come migliaia di italiani furono costretti ad abbandonare le proprie case, i beni e le radici, trovandosi di fronte a un destino incerto. La sua testimonianza, come molte altre, ha riportato alla luce non solo il dramma dell’esodo, ma anche l’orrore delle foibe, cavità naturali in cui furono gettati, vivi o morti, migliaia di italiani tra il 1943 e il 1945, durante l’occupazione jugoslava.
La Giornata del Ricordo, istituita nel 2004, vuole mantenere viva la memoria di quei fatti, spesso dimenticati o sottovalutati nel contesto della storiografia nazionale. A Tortona, lunedì 10 febbraio, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ha organizzato una serie di iniziative per approfondire la conoscenza di quei tragici eventi, con l’obiettivo di far riflettere sulle conseguenze politiche, sociali e umane di quel periodo.
In parallelo, la Rai ha contribuito alla commemorazione con la trasmissione di “Speciale Tg1”, andato in onda domenica 9 febbraio, che ha ripercorso l’odissea giuliano-dalmata attraverso il documentario di Agostino Pozzi. Il racconto, che parte dalle foibe per arrivare all’esodo forzato di decine di migliaia di italiani, ha offerto uno sguardo approfondito su un capitolo storico che, purtroppo, continua a essere poco conosciuto dalle nuove generazioni.




