Autostrade, verso pedaggi più bassi e rimborsi per i cantieri dal 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), presieduta da Nicola Zaccheo, sta lavorando a una riforma che, a partire dal gennaio 2026, modificherà in modo sostanziale il sistema dei pedaggi autostradali. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, introdurre un meccanismo di rimborsi per gli automobilisti che subiscono ritardi a causa della presenza di cantieri; dall’altro, ancorare il costo delle tariffe agli investimenti effettivamente realizzati dai gestori concessionari.

La proposta, che attualmente è al centro di una consultazione con tutte le parti in causa – comprese le associazioni dei consumatori – mira a istituzionalizzare un diritto che, seppur comune in altri settori dei trasporti come quello aereo e ferroviario, è stato a lungo ignorato per la mobilità privata su gomma. Il principio è semplice: se la percorrenza di un tratto autostradale viene prolungata in modo significativo a causa di lavori in corso, l’utente avrà diritto a una riduzione della tariffa corrispondente all’entità del disagio subìto.

Parallelamente, il nuovo modello tariffario punta a superare la logica degli adeguamenti automatici all’inflazione – che solo nel 2025 hanno portato a un aumento dell’1,31% – per legare invece l’importo del pedaggio alla concretezza degli interventi di manutenzione, ammodernamento e potenziamento della rete effettivamente portati a termine dai concessionari. Questo meccanismo, che dovrebbe garantire maggiore equità e trasparenza, rappresenta una significativa inversione di tendenza dopo anni di rincari sistematici e spesso poco compresi dagli automobilisti.

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