Dengue, casi importati e autoctoni: la situazione in Italia tra Toscana, Puglia, Friuli e Umbria

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La diffusione del virus della dengue continua a tenere alta l'attenzione delle autorità sanitarie italiane, con nuovi casi segnalati in diverse regioni nel corso degli ultimi giorni. La mappa epidemiologica del Paese si è arricchita di ulteriori episodi, alcuni dei quali riconducibili a viaggi all'estero e altri, invece, classificati come autoctoni, ovvero contratti sul territorio nazionale a seguito della puntura di zanzare infette.

L'ultimo bollettino dell'Istituto Superiore di Sanità, sebbene relativo a un periodo precedente a questi ultimi sviluppi, indicava 192 infezioni confermate, tutte associate a spostamenti internazionali e senza decessi. Tuttavia, il quadro è in rapida evoluzione, come dimostrano le ordinanze di disinfestazione emesse da diversi comuni per limitare il rischio di trasmissione locale.

I casi in Toscana e l'Umbria

La Toscana è tra le regioni che hanno registrato il maggior numero di segnalazioni. Un caso è stato confermato a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa: la persona, ricoverata presso il reparto di malattie infettive dell'Ospedale di Pisa, ha contratto il virus durante un soggiorno in un paese tropicale. Il sindaco di Pisa, Michele Conti, ha disposto un intervento di disinfestazione in un raggio di 200 metri dal luogo di residenza del paziente, a titolo precauzionale, per abbattere la popolazione di zanzare tigre.

Sempre in Toscana, l'Unità funzionale igiene pubblica della Usl Toscana centro ha segnalato un caso di dengue a Montespertoli, nel fiorentino, dove il sindaco Alessio Mugnaini ha emesso un'ordinanza per trattamenti adulticidi e larvicidi nelle vie interessate. La persona infetta non verserebbe in gravi condizioni. Un terzo caso sospetto, infine, è stato oggetto di accertamenti a Prato, con il comune che ha comunque disposto un intervento di disinfestazione nell'area interessata, a scopo precauzionale.

I focolai in Puglia e la situazione in Friuli Venezia Giulia

In Puglia, la situazione appare più complessa, con la conferma di due casi di dengue autoctona nel Salento. Secondo quanto reso noto dal Dipartimento di Prevenzione della Asl di Lecce, si tratterebbe di un'infezione contratta sul territorio italiano, non associata a viaggi all'estero. Il caso accertato riguarda una persona attualmente ricoverata in Liguria, che ha soggiornato nei comuni di Ugento, Ruffano e Alliste.

Un familiare, residente a Milano, presenta sintomi compatibili con la malattia e i primi esiti analitici sarebbero positivi, in attesa di conferma. La Asl ha immediatamente attivato le misure di contenimento, disponendo interventi capillari di disinfestazione nelle aree interessate. In Friuli Venezia Giulia, invece, è stato registrato l'ottavo caso di dengue di importazione nella regione. L'episodio, segnalato a Trieste, riguarda un cittadino straniero in transito, che ha alloggiato nelle vicinanze dell'ospedale Maggiore.

L'Azienda sanitaria universitaria giuliano-isontina (Asugi) ha annunciato l'avvio delle operazioni di disinfestazione antilarvale e adulticide nelle zone di viale XX settembre, via Giulia e via Farneto. Un altro caso era stato precedentemente segnalato a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone.

Il monitoraggio e le strategie di prevenzione dell'ISS

La strategia di prevenzione adottata in Italia, basata sulla tempestiva identificazione dei casi e su interventi di controllo delle zanzare nelle aree circostanti, ha dimostrato la sua efficacia nel limitare la trasmissione del virus. Uno studio coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, pubblicato a metà luglio, ha analizzato il più grande focolaio di dengue mai osservato nell'Europa continentale, quello del 2024 in Italia con quasi 300 casi autoctoni, evidenziando come la maggior parte della trasmissione sia avvenuta entro poche centinaia di metri.

La ricerca ha confermato che interventi come la disinfestazione adulticida e larvicida, associati a una maggiore consapevolezza del rischio, possono ridurre significativamente la diffusione del virus. Tuttavia, l'ISS sottolinea che, in caso di ritardo nell'identificazione dei focolai, potrebbero rendersi necessari interventi di controllo più estesi.

Il rafforzamento della sorveglianza, in particolare, diventerà sempre più importante, poiché le condizioni climatiche favorevoli stanno allungando le stagioni di attività delle zanzare e aumentando il rischio di trasmissione in Europa.

Le misure di disinfestazione e la collaborazione dei cittadini

Le ordinanze sindacali emesse per i casi di dengue prevedono tutte un protocollo simile, che include interventi sia sulle aree pubbliche sia sulle proprietà private, con trattamenti adulticidi e larvicidi per eliminare le zanzare adulte e i loro focolai larvali.

Le amministrazioni comunali richiedono la massima collaborazione da parte dei residenti, che devono consentire l'accesso agli operatori per i trattamenti e adottare una serie di precauzioni durante le operazioni, come restare al chiuso con porte e finestre chiuse, proteggere gli animali domestici e raccogliere frutta e verdura dagli orti.

La dengue, va ricordato, non si trasmette da persona a persona, ma esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare la zanzara tigre (Aedes albopictus), ormai diffusa in gran parte del territorio italiano. La malattia si manifesta con febbre alta improvvisa, mal di testa, dolori muscolari e articolari e, nella maggior parte dei casi, guarisce senza conseguenze gravi.

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