Pioggia di droni su Mosca, l'offensiva ucraina scuote la Russia
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Redazione Esteri
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L’offensiva di droni su Mosca ha segnato uno degli attacchi ucraini più massicci contro la Russia dall’inizio della guerra, con Mosca che ha dichiarato di aver abbattuto circa 1.500 velivoli senza pilota, di cui circa 600 diretti verso la capitale. I raid hanno provocato vittime in entrambi i Paesi e hanno aperto una nuova fase nello scontro tra attacchi a distanza, difese aeree e sistemi tecnologici impiegati sul campo. Secondo quanto riportato dalle autorità russe, gli attacchi ucraini sono arrivati insieme al lancio di almeno nove missili da crociera, in quello che viene indicato come uno dei più grandi bombardamenti condotti dall’Ucraina dall’inizio del conflitto.
Le conseguenze degli attacchi con droni hanno riguardato diverse aree della Russia, dove le principali vittime sono state registrate nelle regioni di Rostov, Mosca e Belgorod. Complessivamente, i raid russi e ucraini hanno causato almeno dodici morti nei due Paesi, mentre la Russia ha colpito varie città ucraine provocando ulteriori vittime e danni a infrastrutture civili. L’azione ucraina viene descritta come una risposta ai recenti attacchi russi con missili balistici, con una quantità di droni impiegata che ha attirato l’attenzione per la dimensione dell’operazione.
Le basi russe per i droni lungo i confini con Ucraina e Bielorussia
La guerra dei droni riguarda anche la preparazione delle strutture militari russe, con la costruzione e l’ampliamento di almeno 10 basi lungo i confini con Ucraina e Bielorussia. Secondo un’inchiesta del quotidiano britannico The Telegraph, realizzata attraverso l’analisi di immagini satellitari, documenti riservati e dati della società di analisi DroneSec, queste basi sarebbero state progettate per il lancio massiccio di droni di ultima generazione. L’obiettivo indicato è quello di utilizzare questi sistemi per indebolire e superare in modo sistematico le difese aeree ucraine.
La crescita dell’impiego dei droni sta modificando anche la struttura delle forze armate russe. La decisione di Vladimir Putin di affidare al generale Denis Lyamin il comando delle nuove Forze russe per i sistemi senza pilota viene collegata alla trasformazione della guerra in Ucraina in un contesto nel quale tecnologia, produzione e capacità di adattamento assumono un ruolo sempre più centrale. I sistemi senza pilota vengono quindi integrati accanto agli strumenti militari tradizionali, come carri armati, artiglieria e aviazione.
Lo scontro tecnologico e il ruolo dei sistemi senza pilota
Gli attacchi registrati nelle ultime ore mostrano il peso crescente dei droni nelle operazioni militari tra Russia e Ucraina. La quantità di mezzi utilizzati, la rapidità di produzione e la possibilità di colpire a distanza stanno cambiando le modalità con cui vengono pianificate le offensive e le risposte difensive. Le informazioni diffuse sul raid indicano che l’impiego dei droni è ormai diventato uno degli elementi principali del conflitto, con entrambe le parti impegnate nello sviluppo e nell’utilizzo di nuove capacità tecnologiche.
La Russia sostiene di aver neutralizzato la maggior parte dei droni diretti verso il proprio territorio, mentre l’Ucraina ha condotto un’operazione che viene descritta come una delle più rilevanti dall’inizio della guerra. Il confronto tra attacchi aerei senza pilota, basi operative e sistemi di difesa evidenzia come il fronte tecnologico sia diventato un elemento decisivo dello scontro. Le nuove strutture dedicate ai droni e l’aumento delle operazioni con velivoli senza pilota rappresentano una delle trasformazioni più evidenti della guerra in corso.
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