Aumentano i casi di influenza in Italia, il picco atteso a fine anno
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Redazione Salute
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Nella quarantasettesima settimana del 2025, corrispondente alla metà di novembre, l'incidenza totale delle sindromi simil-influenzali in Italia ha segnato un deciso incremento, toccando il valore più alto finora registrato nella stagione in corso con 8,96 casi ogni mille assistiti. Questo dato, che conferma la progressione tipica del periodo autunnale, emerge dal monitoraggio RespiVirNet, la sorveglianza nazionale coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità la quale, dopo aver rinnovato il proprio protocollo operativo, fornisce un quadro dettagliato della circolazione dei virus. Se ne ricava, pertanto, una fotografia in movimento, dove l'ascesa dei contagi appare un fenomeno generalizzato, sebbene con dinamiche differenti a seconda delle fasce d'età e delle regioni, in un contesto che vede anche la persistenza di focolai di influenza aviaria nel pollame, dei quali nove concentrati in Lombardia, seppur senza alcun caso accertato di trasmissione all'uomo.
Il panorama virale e la situazione regionale
La crescita delle infezioni respiratorie acute, un insieme che comprende non solo l'influenza stagionale ma anche agenti patogeni come il Sars-Cov-2, il Virus Respiratorio Sinciziale e i Rhinovirus, sta mostrando i suoi effetti in maniera particolarmente significativa tra i più piccoli. In Lombardia, ad esempio, l'incidenza ha superato i 26 casi ogni mille bambini nella fascia di età tra zero e quattro anni, un dato che, seppur in netto rialzo, non ha ancora oltrepassato la soglia di allerta stabilita dalle autorità sanitarie. Scenario analogo si registra nelle Marche, dove l'incidenza regionale è balzata a quasi nove casi per mille assistiti, un aumento consistente rispetto alla settimana precedente che ha portato all'isolamento di oltre tredecimila nuovi casi in soli sette giorni.
Il contesto europeo e le prospettive stagionali
Il fenomeno non è confinato ai soli confini nazionali, poiché in Europa si osserva un anticipo nella circolazione dei virus stimato in tre o quattro settimane rispetto alle due stagioni precedenti, una dinamica che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie attribuisce alla comparsa di una nuova variante. Questo elemento, unito al ricordo della scorsa stagione che colpì oltre sedici milioni di italiani – di cui un terzo minorenni – con il picco più alto da quando esiste la sorveglianza, delinea un quadro di vigilanza. Le proiezioni degli esperti, basate sull'andamento attuale, indicano che l'apice dell'epidemia influenzale è atteso nel consueto periodo che va da dicembre a gennaio, seguendo un modello che, nonostante le variabili, si ripete con una certa regolarità.
La sorveglianza e la prevenzione
Fulcro della capacità di risposta del sistema sanitario è il lavoro di sorveglianza, il cui protocollo aggiornato è pubblicamente consultabile sul sito del Ministero della Salute. Tale attività, che permette di tracciare l'evolversi del panorama virale e l'efficacia delle misure di contenimento, si conferma uno strumento indispensabile per la sanità pubblica. L'attenzione resta alta, considerando che la stagione influenzale è ormai ufficialmente iniziata e che la sua curva, in costante ascesa, interessa ormai tutto il territorio nazionale, con focolai che si intensificano soprattutto in alcune regioni, mentre altre mantengono un'incidenza lievemente inferiore, sebbene in crescita.




