Ucraina, droni di Kiev sulla Russia e sulla Crimea: attacchi e blackout energetico
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Redazione Esteri
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La guerra in Ucraina, nelle ultime ore, ha visto un'intensificazione senza precedenti dell'uso di droni, con attacchi che hanno colpito il cuore della Russia e la penisola di Crimea, scatenando una dura risposta da parte del Cremlino. L'offensiva ucraina, come evidenziato da un crescente numero di incursioni, sembra puntare a logorare le difese e le infrastrutture nemiche, mentre Mosca mette in campo sistemi di difesa aerea su larga scala per contenere la minaccia.
Il raid su Dubna e le infrastrutture strategiche
Un centro di comunicazione spaziale situato a Dubna, cittadina a circa 120 chilometri a nord di Mosca, è stato preso di mira in un attacco massiccio di droni delle forze armate ucraine. La portavoce della struttura, come riferito all'agenzia Tass, ha confermato l'accaduto, precisando che, nonostante l'incursione, il funzionamento del centro non è stato interrotto. L'azione, che dimostra la crescente capacità di Kiev di colpire obiettivi sensibili in profondità nel territorio russo, si inserisce in una strategia più ampia volta a destabilizzare la logistica e le comunicazioni del nemico.
La Crimea nel mirino: isolamento e blackout
L'attenzione di Kiev si concentra in particolare sulla Crimea, la penisola annessa dalla Russia nel 2014, considerata un nodo cruciale per lo sforzo bellico di Mosca. L'obiettivo dichiarato, come emerge dalle recenti operazioni, è quello di isolare la regione, colpendo le infrastrutture logistiche ed energetiche per renderne insostenibile il controllo.
Le autorità locali, dopo un recente attacco con droni nella penisola di Kerch che ha causato ufficialmente quattro morti e ventotto feriti, hanno introdotto misure straordinarie per gestire l'emergenza, mentre si segnalano blackout energetici e interruzioni nei servizi essenziali, segno tangibile dell'efficacia degli attacchi ucraini nel minare la stabilità della regione.
L'escalation dei raid e la risposta russa
In questo contesto di crescente tensione, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che le autorità russe stanno adottando tutti i provvedimenti necessari per contenere l'impatto degli attacchi condotti da Kiev, senza tuttavia fornire dettagli specifici sulle contromisure intraprese. Nel frattempo, la risposta militare della Russia non si è fatta attendere: i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto un numero eccezionalmente elevato di droni ucraini nel corso della notte, a testimonianza della vastità dell'offensiva aerea lanciata dall'Ucraina.
Nello specifico, tra le 20.00 del 21 giugno e le 7.00 del 22 giugno, sono stati distrutti ben 301 droni ucraini ad ala fissa, intercettati su un'ampia fascia di regioni che include Belgorod, Bryansk, Volgograd, Voronezh, Kaluga, Kursk, Rostov, Tambov, Tver, Tula e Smolensk, oltre alla regione di Mosca, il Territorio di Krasnodar, la Repubblica di Crimea e le acque dei mari d'Azov e Nero.




