Tragedia sul Natisone, indagine aperta per ritardi nei soccorsi
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Redazione Interno
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Venerdì 31 maggio, nel Comune di Premariacco, in Friuli, si è verificata una tragedia che ha scosso l'intera comunità. Una piena improvvisa del fiume Natisone ha travolto tre giovani, causando la loro morte. Ora, è stata aperta un'indagine per fare luce su quanto accaduto, poiché una delle vittime ha chiamato i soccorritori quattro volte senza ricevere un tempestivo intervento.
Indagine in corso
Il procuratore di Udine, Massimo Lia, ha rivelato che l'inchiesta sui ritardi nei soccorsi potrebbe portare a sviluppi significativi. "Faremo tutti gli accertamenti necessari a ricostruire nel modo più preciso possibile la dinamica dei fatti", ha sottolineato Lia. Le indagini si concentrano in particolare sulle tempistiche delle chiamate al Numero unico di emergenza effettuate da Patrizia Cormos, una delle vittime.
Il dolore dei familiari
Rodica, madre di Bianca, una delle vittime, è devastata dal dolore. Il marito Grigore Doros cerca di confortarla nella camera ardente allestita a Udine. A pochi passi da loro c'è la bara della figlia ventitreenne, travolta e uccisa dalle acque del Natisone il 31 maggio, mentre si trovava sul fiume, nel territorio di Premariacco, con gli amici Cristian Molnar e Patrizia Cormos. "Bianca non sapeva nuotare ma non doveva capitarle tutto questo", ha detto la madre in lacrime.
La comunità è in lutto e attende risposte. L'indagine in corso cercherà di fare luce sulla tragedia e di stabilire eventuali responsabilità per i ritardi nei soccorsi.




