Occhiuto presenta il libro e pungola Forza Italia: «Partito ingiallito, la comunicazione di Tajani andrebbe rivista»
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Redazione Interno
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Un colpo d'occhio quasi da congresso, con ministri, parlamentari e volti storici del partito riuniti nella galleria Colonna a Roma. La presentazione del libro di Roberto Occhiuto, governatore della Calabria e vicesegretario di Forza Italia, ha trasformato un evento editoriale in una vetrina politica di primo piano, con la platea composta da due ministri come Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo, il viceministro Francesco Paolo Sisto, la capogruppo al Senato Stefania Craxi e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.
Presente anche Fabio Roscioli, tesoriere del partito e fresco vincitore delle suppletive di Reggio Calabria, eletto con il 51 per cento dei consensi, mentre l'affluenza si è fermata al 22,34 per cento.
Un manifesto per un partito «smart, moderno, aperto»
Nel volume intitolato «Il coraggio di governare», Occhiuto raccoglie la sua esperienza amministrativa alla guida di una regione complessa e delinea un metodo di governo fondato su idee liberali. «FI ha bisogno che tutta la classe dirigente recuperi il metro di Berlusconi», ha spiegato durante l'incontro, auspicando un partito «smart, moderno, aperto», capace di non «spaventarsi per un po' di apertura sui temi della modernità e dei diritti civili».
Secondo il governatore, l'obiettivo non riguarda la leadership, bensì la capacità di attrarre liberali e riformisti e di rendere più performante l'intera coalizione di centrodestra, recuperando quel metodo riformista che ha caratterizzato la stagione fondativa del partito.
La comunicazione del segretario sotto la lente
Il passaggio più delicato del suo intervento riguarda la gestione della comunicazione politica. «Vedo che ancora a volte forse abbiamo un modo di comunicare troppo antico», ha osservato, riferendosi anche alle recenti polemiche che hanno coinvolto il segretario Antonio Tajani, come nel caso della vicenda Regeni. «Se accade questo evidentemente la comunicazione del partito e del segretario forse andrebbe rivista», ha aggiunto.
Nel suo ragionamento, Forza Italia rischia di apparire «ingiallita», un partito che non parla più ai giovani con la freschezza e l'apertura mentale che erano proprie di Silvio Berlusconi, e che deve ritrovare il coraggio di innovare su temi economici e civili senza timidezze.
Nessuna ambizione di guida, ma critiche alla linea del partito
Occhiuto ha respinto con fermezza l'etichetta di antagonista interno. «Io sono il vice di Tajani, non sono l'anti-Tajani», ha ripetuto, precisando di non avere «ambizioni di guida» e di essere stato rieletto da poco alla presidenza della Regione Calabria, con quattro anni di mandato davanti a sé. Le sue critiche, tuttavia, non risparmiano la linea del partito: secondo il governatore, la classe dirigente dovrebbe discutere meno di congressi e tessere, concentrandosi sulla selezione di persone capaci e sull'uso di metodi moderni di comunicazione, dai social alle consultazioni online.
Ha poi preso le distanze dal populismo, sostenendo che il centrodestra non debba inseguire il fenomeno Vannacci, definito «più mediatico che politico», e che sia necessario votare alla scadenza naturale della legislatura.
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