Parma-Milan, un pareggio che sa di sconfitta: Allegri furioso per i due punti buttati
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Redazione Sport
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Il Milan, che sotto la guida di Max Allegri sta cercando di ritrovare una stabilità dopo un avvio di campionato non sempre convincente, ha vissuto una delle sue più brucianti delusioni stagionali sul campo del Parma, lasciandosi sfuggire una vittoria che sembrava ormai certa. Dopo un primo tempo di controllo e di relativa facilità, culminato in un vantaggio di due reti che proiettava la squadra rossonera verso i tre punti, il match si è completamente ribaltato durante la seconda frazione di gioco, quando i ducali, spinti da un pubblico incalzante e da una rinnovata aggressività, hanno trovato la forza per impattare il risultato. Un episodio, quello del gol subito pochi minuti dopo la ripresa, che il tecnico milanista ha definito con durezza inaccettabile, sottolineando come la partita sia stata gestita con una pericolosa leggerezza proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario chiudere ogni spazio agli avversari.
Le reazioni dalla posticcia rossonera
Max Allegri, la cui espressione tradisce una profonda irritazione, non ha utilizzato mezzi termini per descrivere l'accaduto, evidenziando una caduta di concentrazione collettiva che ha vanificato il lavoro positivo della prima ora. "Siamo rientrati in campo imbambolati", ha affermato con tono secco l'allenatore, il quale ha rimarcato come un gruppo che ambisce a lottare per gli obiettivi importanti non possa permettersi di concedere un gol in quella fase cruciale della partita, quasi a voler sottolineare una fragilità caratteriale che periodicamente riaffiora. La sua analisi, peraltro, non si è soffermata solo sull'aspetto mentale, ma ha anche toccato la mancanza di furbizia, quella necessaria a interrompere il gioco e a gestire le situazioni di pericolo in modo più spregiudicato, gettando la palla in tribuna piuttosto che cercare soluzioni rischiose in una zona di campo pericolosa.
La versione del Parma e l'orgoglio di Cuesta
Dall'altra parte, l'atmosfera era ovviamente diversa, con l'allenatore del Parma che ha potuto esaltare la reazione dei suoi giocatori, i quali, dopo un avvio in cui hanno faticato non poco a contenere la potenza offensiva dei rossoneri, sono riusciti a cambiare il volto della gara. "Nell'intervallo abbiamo sistemato qualcosa", ha spiegato, riferendosi a quegli aggiustamenti tattici che hanno permesso alla squadra di alzare il baricentro e di diventare più dominante, premendo con maggiore intensità sul centrocampo avversario. L'elemento su cui ha posto maggiore enfasi, tuttavia, è stato quello legato alla sfera emotiva, al cuore che i calciatori hanno messo in campo per strappare un risultato che, fino a quel momento, sembrava precluso, ammettendo onestamente che, in un finale così equilibrato, la partita avrebbe potuto concludersi con qualsiasi esito.
Le voci dal campo e le pagelle
Le dichiarazioni di Matteo Gabbia hanno confermato le sensazioni di uno spogliatoio milanista amareggiato, dove il giocatore ha parlato di una squadra che non è riuscita a rimanere compatta e unita di fronte alla rinnovata pressione degli avversari, finendo per affrontare con troppe difficoltà la parte conclusiva dell'incontro. Un'analisi che trova un riscontro puntuale nelle valutazioni delle prestazioni individuali, le quali dipingono un Parma dai due volti: da un lato, eccellenze come quella di Del Prato, capace di finalizzare un'azione con la freddezza di un vero attaccante nonostante il suo ruolo primario sia di difensore, e dall'altro, prestazioni opache come quella di Ndiaye, costellata di errori banali in fase di impostazione e di un rigore concesso in modo alquanto avventato. Per il Milan, invece, spicca la figura di Suzuki, il cui rendimento, giudicato non all'altezza, è apparso in calo soprattutto in un'azione specifica che lo ha visto in netta difficoltà, un particolare non trascurabile considerando che si trovava di fronte a una squadra con la quale, in futuro, potrebbe addirittura vestire la stessa maglia.




