Dreams di Michel Franco, l'amore crudele di Jessica Chastain

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Si apre e si chiude con un annuncio carico di presagio, «Un giorno solo», «Andiamo via», la clip che introduce Dreams, il nuovo film del regista messicano Michel Franco, già nelle sale. Un lavoro che segna il secondo, significativo capitolo della collaborazione artistica con Jessica Chastain, attrice che continua a definirsi, con singolare efficacia, come una figura insieme anti-hollywoodiana e profondamente radicata nel suo sistema, capace di scelte coraggiose e spiazzanti. Il film, distribuito da Fandango, immerge lo spettatore in una storia d'amore disturbante, un pretesto narrativo per un'impietosa radiografia della società americana contemporanea, osservata attraverso il filtro di una relazione che si fa progressivamente tribale.

Il sogno infranto di un ballerino

La pellicola, ambientata in una San Francisco paradossalmente assolata ma emotivamente glaciale, segue le vicende di Fernando, un giovane e talentuoso ballerino messicano interpretato da Isaac Hernández. Il suo personaggio, animato dal desiderio di un riconoscimento internazionale e di un'esistenza radicalmente nuova, approda negli Stati Uniti dopo un drammatico viaggio all'interno di un container, un'esperienza che segna il suo Corpo e la sua anima ancor prima dell'incontro con la protagonista. Franco, che prosegue la sua meticolosa disamina dello scontro tra classi sociali, costruisce attorno a questa figura un ritratto di un'america ben poco accogliente, dove il sogno si trasforma rapidamente in una complessa negoziazione di potere e sopravvivenza.

La coppia come campo di battaglia

Il regista messicano, come ebbe a fare un tempo Bernardo Bertolucci con *Ultimo tango a Parigi*, sembra voler indagare ciò che rimane del sentimento amoroso quando viene privato dei suoi rituali consueti. «C'era una volta la coppia», sembra suggerire Franco attraverso la sua regia asciutta e senza compromessi, utilizzando la relazione tra i due protagonisti non come un idillio ma come un campo di battaglia. Il passo a due iniziale, quello che dovrebbe essere un armonioso dialogo di corpi, si trasforma inesorabilmente in una danza tribale, dove le dinamiche di attrazione e dipendenza si mescolano a quelle del controllo e della sopraffazione, offrendo lo spunto per una riflessione politica che nasce proprio dall'intimità violata di una stanza.

Uno sguardo impietoso sul presente

Con *Dreams*, Michel Franco non si limita a raccontare una storia privata, per quanto cruda e straniante, ma forgia un'opera che, senza mai cadere nella retorica o nella facile condanna, fa politica attraverso lo studio minuzioso delle relazioni umane. Il film, definibile come un prodotto per un pubblico adulto e disposto a porsi domande scomode, spoglia e distrugge con metodo chirurgico i residui di quel sogno americano che ancora aleggia nell'immaginario collettivo. Jessica Chastain, in un primo piano continuo che è sia una sfida per l'attrice che per lo spettatore, incarna questa discesa negli inferi di un sentimento, dimostrando come trovare un equilibrio in una coppia sia, oggi, un'impresa sempre più complessa e carica di insidie.

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