Femminicidio a Castelnuovo del Garda, la vittima era Jessica Stapazzollo
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Redazione Interno
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Un uomo, che i carabinieri hanno identificato come Reis Pedroso Douglas, ha posto fine alla vita di Jessica Stapazzollo Custodio de Lima, sua compagna, trafiggendola con numerose coltellate all'interno dell'abitazione che condividevano a Castelnuovo del Garda. L'intervento delle forze dell'ordine, tempestivo quanto inutile, è scattato a seguito di una telefonata nella quale lo stesso aggressore, oltre a dichiarare il gesto compiuto, lasciava intendere propositi autolesionistici. L'omicida, che era già noto alle autorità per precedenti di violenza e si trovava sotto la sorveglianza del braccialetto elettronico, era riuscito a eludere il controllo del dispositivo prima di consumare l'ultima, fatale aggressione.
Il racconto di un vicino: "Un uomo violento"
Paolo Spadoni, amministratore del condominio teatro della tragedia, tratteggia un ritratto dell'assassino che va ben oltre la cecità del delitto, dipingendo i contorni di una personalità incline al conflitto. "Io sono stato più volte giù anche a Peschiera dai Carabinieri", ha raccontato Spadoni, "perché c'era stata una violenta rissa fra lui e un suo conoscente ed erano uscite sia la polizia sia la finanza". Queste parole, che emergono nel dopo, acquistano un peso drammatico, suggerendo un escalation di tensioni che, purtroppo, non ha trovato un argine sufficiente a scongiurare l'esito peggiore.
La figlia, un dettaglio che aggrava la colpa
Un elemento, fra i tanti che compongono questo quadro di orrore, sembra carico di una premonizione angosciante. "La convivente aveva una figlia", ha proseguito l'amministratore, "il marito per fortuna è riuscito a toglierle la patria potestà perché non so se fosse stata presente anche la bambina cosa sarebbe successo". Questa circostanza, che pure ha allontanato una minaccia immediata dalla piccola, non fa che accrescere il senso di una violenza annunciata, di un pericolo che, sebbene in parte riconosciuto, non è stato sufficientemente contenuto dalle maglie del sistema.
Le indagini sul braccialetto elettronico
La rimozione del braccialetto elettronico, dispositivo sul quale ora si concentrano le indagini per accertare le modalità e la tempistica, rappresenta la falla più evidente in un meccanismo di controllo che avrebbe dovuto proteggere la vittima. L'uomo, che era stato sottoposto a quella misura, ha potuto comunque avvicinare la donna e compiere il gesto estremo, rendendo quel piccolo congegno, che avrebbe dovuto essere un baluardo, un simbolo amaro della sua inefficacia. I militari dell'Arma, giunti sul posto, lo hanno tratto in arresto, consegnandolo alla giustizia mentre la casa, ormai, non era più che un luogo del crimine.




