Jessica Stapazzollo, uccisa a coltellate nonostante il braccialetto elettronico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La violenza, che aveva già bussato alla sua porta con episodi precedenti, ha infine sfondato ogni barriera protettiva in un appartamento di Castelnuovo del Garda, dove Jessica Stapazzollo Custodio de Lima, cittadina brasiliana di 33 anni, ha perso la vita in quello che le indagini classificano senza esitazione come un femminicidio. L'autore materiale, Reis Pedroso Douglas, suo ex compagno di 41 anni, ha agito in spregio a una misura di sicurezza – il divieto di avvicinamento – che, seppur formalmente esistente, si è rivelata un'arma spuntata contro la sua determinazione omicida. L'uomo, infatti, si era liberato del braccialetto elettronico, dispositivo che avrebbe dovuto segnalarne ogni movimento illecito, per poi introdursi nell'abitazione e compiere l'irreparabile.

La dinamica dell'omicidio

La ferocia dell'aggressione, come attestato dagli investigatori, è difficilmente quantificabile in numeri precisi; si parla, nelle relazioni, di "un numero imprecisato, ma comunque smisurato di coltellate", una definizione che, da sola, racconta il buio di una furia incontrollabile. L'arma del delitto, che è stata successivamente rinvenuta all'interno dell'autovettura di Douglas, suggella una scena del crimine la cui brutalità ha lasciato attoniti anche gli operatori più esperti. Jessica, che era madre di due figli – un ragazzino e una bimba – viene così aggiunta alla lunga e tragica lista delle donne uccise da uomini che dicevano di amarle.

Il profilo dell'aggressore e il precedente penale

Alle spalle di Reis Pedroso Douglas non c'era un vuoto giudiziario, bensì un profilo già noto alle autorità e segnato da una condotta violenta. Oltre a una condanna per il rifiuto dell'accertamento dello stato di ebbrezza, l'uomo era già sottoposto a procedimento penale per diverse ipotesi di reato, tra le quali spiccano i maltrattamenti in famiglia e le lesioni volontarie. Dagli accertamenti emersi, per di più, risulta un uso smodato di alcol e di sostanze stupefacenti, elementi che contribuiscono a delineare un quadro di criticità personali e sociali profonde, le quali, purtroppo, non hanno trovato un argine efficace nel sistema di prevenzione.

Il fallimento delle misure di protezione

Questo episodio, il sessantacinquesimo femminicidio registrato nell'anno in corso, ripropone con forza angosciante il tema dell'efficacia reale degli strumenti a disposizione per proteggere le vittime di violenza domestica. Il braccialetto elettronico, che rappresenta una delle innovazioni più significative in materia, si è rivelato in questo caso un deterrente inefficace, un simbolo di una protezione che può essere elusa con un gesto materiale. La sua rimozione da parte dell'uomo non è stata sufficiente a scatenare una risposta tempestiva, lasciando Jessica completamente indifesa di fronte a una minaccia che, purtroppo, conosceva fin troppo bene.

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