Marius Borg Høiby lascia il carcere: domiciliari con braccialetto elettronico
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Redazione Esteri
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Marius Borg Høiby lascia il carcere e passa ai domiciliari con il braccialetto elettronico dopo la decisione del tribunale di Oslo, che ha accolto parzialmente la richiesta presentata dalla difesa. Il figlio della principessa ereditaria Mette-Marit, che si trovava in custodia cautelare dallo scorso febbraio, potrà scontare questa fase della misura alternativa restando nella propria abitazione, in attesa che la Corte d'appello si pronunci sul ricorso contro la sentenza di primo grado. La decisione arriva dopo le parole con cui Høiby aveva spiegato la difficoltà di non poter sostenere la madre durante un periodo delicato per la famiglia reale norvegese.
Il tribunale di Oslo ha stabilito che la misura dei domiciliari avrà una durata di quattro settimane, un periodo collegato all'attesa della decisione della Corte d'appello sul procedimento avviato dalla difesa. Le condizioni imposte dai giudici prevedono limitazioni molto precise agli spostamenti dell'imputato, che dovrà rimanere a casa salvo autorizzazioni specifiche. Gli spostamenti saranno consentiti soltanto per motivi indicati dal tribunale, come il lavoro, la scuola, le cure mediche o la visita a familiari malati, secondo le prescrizioni stabilite per questa fase.
La richiesta di domiciliari e le condizioni della principessa Mette-Marit
La richiesta di scarcerazione presentata da Marius Borg Høiby è stata motivata anche dalla situazione personale della madre Mette-Marit, principessa ereditaria di Norvegia. Høiby ha dichiarato che la famiglia ha attraversato un periodo particolarmente difficile e che tutti i suoi componenti sono al fianco della madre. Le sue parole sono state diffuse dall'emittente di servizio pubblico norvegese NRK e hanno accompagnato la richiesta che ha portato alla concessione della misura alternativa al carcere.
La decisione dei giudici è legata alle condizioni di salute della principessa ereditaria, che dal 2018 è affetta da una rara forma di fibrosi polmonare. Lo scorso 17 giugno la casa reale norvegese ha comunicato che Mette-Marit è stata sottoposta con successo a un trapianto di polmoni e che si trova in una fase complessa di convalescenza. Questo quadro ha rappresentato un elemento centrale nella valutazione della richiesta di Høiby, che ha indicato la necessità di poter essere vicino alla madre.
La condanna in primo grado e il ricorso della difesa
Marius Borg Høiby era stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione per due casi di stupro e violenze domestiche ai danni di una ex compagna. Il procedimento aveva inizialmente coinvolto quaranta capi d'accusa complessivi, per i quali il ventinovenne rischiava una pena detentiva fino a sedici anni. La sentenza di primo grado ha quindi rappresentato una riduzione rispetto alle richieste iniziali dell'accusa.
Høiby ha sempre respinto le accuse più gravi formulate nei suoi confronti, mentre la difesa ha presentato ricorso con l'obiettivo di modificare il verdetto nel secondo grado di giudizio. Il passaggio ai domiciliari con braccialetto elettronico non chiude il procedimento giudiziario, ma riguarda esclusivamente la fase temporanea stabilita dal tribunale di Oslo in attesa delle successive valutazioni della Corte d'appello.




