Marius Borg Hoiby si dichiara innocente e annuncia ricorso dopo la condanna
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Redazione Esteri
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Marius Borg Hoiby si dichiara innocente e ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso dopo la condanna a quattro anni di carcere pronunciata dalla Corte di Oslo. Il figlio di Mette-Marit, principessa ereditaria di Norvegia, respinge le accuse di stupro e le contestazioni relative ai maltrattamenti nei confronti della sua ex fidanzata Nora Haukland. La decisione di impugnare la sentenza è stata comunicata dal suo avvocato Petar Sekulic dopo una visita in carcere. Secondo quanto riferito dal legale, Hoiby ritiene di essere “chiaramente innocente” rispetto alle accuse di stupro e sostiene di non aver sottoposto Haukland ad alcun maltrattamento, motivo per cui sarebbe determinato a proseguire la battaglia giudiziaria in appello.
La sentenza della Corte di Oslo e le accuse contestate
La Corte di Oslo ha riconosciuto Marius Borg Hoiby colpevole di due casi di stupro e di violenze. Il procedimento riguardava complessivamente quattro accuse di stupro, ma il tribunale lo ha ritenuto responsabile soltanto per due di esse, assolvendo l’imputato dalle altre due contestazioni. La condanna ha portato a una pena di quattro anni di reclusione. Nelle ricostruzioni diffuse dopo la sentenza viene evidenziato che l’accusa più grave riguardava proprio i presunti episodi di violenza sessuale, oggetto di due diverse denunce per le quali il tribunale ha emesso un verdetto di colpevolezza.
Oltre ai reati di natura sessuale, Hoiby è stato giudicato colpevole anche per aggressione e abuso all’interno di relazioni intime. Tra gli episodi presi in esame figurano le accuse legate alla relazione con Nora Haukland, ex compagna del 29enne. Un ulteriore elemento contenuto nella sentenza riguarda la condanna per uso di sostanze stupefacenti. Pur avendo ottenuto l’assoluzione da due dei quattro capi di imputazione per stupro, il tribunale ha comunque ritenuto sufficienti gli altri elementi emersi nel processo per arrivare a una condanna complessiva a quattro anni di carcere.
La posizione della difesa e l’annuncio dell’appello
La risposta della difesa è arrivata subito dopo la pronuncia della Corte di Oslo. L’avvocato Petar Sekulic ha spiegato che il suo assistito continua a negare le accuse che hanno portato alla condanna. In particolare, Hoiby contesta sia i reati di stupro sia le accuse di violenze e maltrattamenti nei confronti della sua ex fidanzata. Le dichiarazioni riportate dopo l’incontro in carcere indicano una linea difensiva che non riconosce la ricostruzione accolta dal tribunale e che punta a un riesame della vicenda davanti a un grado successivo di giudizio.
Secondo quanto riferito dal legale e riportato dal quotidiano norvegese Vg, il figlio della principessa ereditaria considera infondate le accuse che lo hanno portato alla condanna. Per questo motivo avrebbe già maturato la decisione di ricorrere in appello. L’annuncio arriva a pochi giorni dalla sentenza e rappresenta il primo passo formale della strategia difensiva dopo il verdetto. La posizione espressa dalla difesa resta quindi nettamente distante da quella accolta dalla Corte di Oslo, che ha invece riconosciuto la responsabilità dell’imputato per due episodi di stupro e per altri reati contestati nel procedimento.
Il caso e il legame con la famiglia reale norvegese
Marius Borg Hoiby è il figlio maggiore della principessa ereditaria Mette-Marit ed è nato da una relazione precedente al matrimonio della futura regina con il principe ereditario Haakon. Pur non avendo incarichi ufficiali per conto della monarchia norvegese, il suo nome è da tempo associato alla famiglia reale per il legame diretto con la principessa. Proprio per questo motivo la vicenda ha attirato un’attenzione particolare in Norvegia, dove la condanna ha avuto un forte impatto mediatico.
La sentenza pronunciata dal tribunale di Oslo e il successivo annuncio del ricorso mantengono alta l’attenzione sul caso. Da una parte vi è il verdetto che ha portato alla condanna a quattro anni di carcere per due capi d’accusa di stupro, violenze domestiche, aggressione e altri reati; dall’altra la posizione dell’imputato, che continua a proclamarsi innocente e ha già fatto sapere di voler contestare la decisione dei giudici. L’evoluzione della vicenda passerà ora attraverso il percorso d’appello annunciato dalla difesa, che punta a ottenere una revisione della sentenza emessa dalla Corte di Oslo.




