Femminicidio a Loreto, Luigia Fortunato uccisa a coltellate dall'ex compagno: lui confessa e si costituisce

Femminicidio a Loreto, Luigia Fortunato uccisa a coltellate dall'ex compagno: lui confessa e si costituisce
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Una lite in casa degenerata nel sangue in pochi minuti, nella notte tra giovedì 9 e venerdì 10 luglio, ha portato via la vita di Luigia Fortunato, 33 anni, originaria di Cerignola ma residente da tempo a Loreto, in provincia di Ancona. A ucciderla, con numerosi colpi di coltello, sarebbe stato l'ex compagno Sami Khemaies, cittadino tunisino di 39 anni. L'uomo, dopo aver commesso il delitto nell'appartamento di via Bramante, si è presentato ai carabinieri con i vestiti insanguinati confessando: "L'ho uccisa io".

Una lite per il figlio e la confessione in caserma

L'omicidio sarebbe maturato al culmine di un violento litigio tra i due, scoppiato intorno alle 22 di giovedì sera. La discussione, secondo quanto emerso, sarebbe legata alla gestione del figlio della coppia, un bambino di 7 anni che per fortuna, al momento della tragedia, si trovava dalla nonna materna e non ha assistito alla scena. Terminata la furia omicida, Khemaies ha raggiunto la caserma dei carabinieri di Porto Recanati, dove avrebbe dichiarato di aver ucciso la propria ex compagna.

Dopo la confessione, i militari sono entrati nell'abitazione di via Bramante 194, trovando il corpo senza vita della 33enne in corridoio, con numerose ferite da arma da taglio.

La ricostruzione della dinamica e la posizione dell'indagato

Stando alle prime ricostruzioni investigative, i due erano separati ma continuavano a vivere insieme sotto lo stesso tetto. Una scelta dettata, a quanto riferito da familiari e conoscenti, dalla necessità di garantire una quotidianità al figlio, sebbene conducessero vite ormai distinte. Al momento, però, non risulterebbero denunce per maltrattamenti o richieste di aiuto ai servizi sociali che potessero far presagire un epilogo così tragico.

L'accusa per Khemaies, che è stato sottoposto a fermo con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato, è di omicidio volontario pluriaggravato. L'uomo, che ha un passato di pregiudicato per reati legati alla droga, è stato trasferito nel carcere di Montacuto ad Ancona, dove nei prossimi giorni comparirà davanti al giudice per la convalida del fermo.

Indagini e autopsia

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Rosario Lioniello, sono ora finalizzate a chiarire l'esatta dinamica dei fatti e il movente del delitto. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona hanno effettuato i rilievi scientifici all'interno dell'appartamento, posto sotto sequestro, e hanno sequestrato il coltello utilizzato per l'aggressione.

La salma di Luigia Fortunato è stata trasferita all'ospedale regionale di Torrette, dove martedì prossimo sarà eseguita l'autopsia, un esame che si rivelerà cruciale per quantificare il numero e la natura delle ferite inferte, fornendo riscontri oggettivi sulla dinamica dell'omicidio.

Il ricordo di "Gina"

Luigia Fortunato, conosciuta da tutti come "Gina", viene ricordata da amici e conoscenti come una persona solare e sempre piena di energia, capace di trasmettere entusiasmo a chi le stava intorno. Originaria della provincia di Foggia, si era trasferita nelle Marche per lavoro, dove era impiegata come cameriera, e aveva costruito la sua vita lontana dalla sua città natale, che però non aveva mai dimenticato.

La notizia del femminicidio ha sconvolto sia la comunità di Loreto, dove la vittima era molto conosciuta, sia quella di Cerignola, sua città d'origine, dove la giovane mamma lascia un bambino di soli 8 anni e una famiglia distrutta dal dolore.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.