Delitto a Loreto, accoltellò la moglie davanti al figlio: l’ex compagno ha confessato il femminicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La cittadina di Loreto, in provincia di Ancona, è stata teatro di un nuovo, drammatico episodio di violenza che ha sconvolto la comunità. Nella tarda serata di giovedì 9 luglio, Luigia Fortunato, una donna di 33 anni originaria di Cerignola, in provincia di Foggia, è stata uccisa a coltellate all'interno della sua abitazione. La vittima, che viveva da anni nelle Marche e lavorava come cameriera, è stata colpita più volte con un coltello da Sami Khemaies, un tunisino di 39 anni, suo marito e convivente, nel corso di una lite domestica.

Dopo il folle gesto, l'uomo si è allontanato dall'appartamento per poi costituirsi ai carabinieri, confessando l'omicidio.

La dinamica del delitto

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l'omicidio si sarebbe consumato al culmine di un ennesimo litigio tra i due coniugi, una relazione che da tempo era caratterizzata da una forte conflittualità. L'uomo, dopo aver afferrato un coltello in cucina, avrebbe inferto alla moglie numerosi fendenti, concentrati soprattutto all'addome e alle gambe, lasciandola agonizzante sul pavimento del corridoio della loro casa.

Nel momento del tragico evento, il figlio della coppia, un bambino di otto anni, non si trovava nell'appartamento in via Bramante, ma era dalla nonna materna. Khemaies, dopo aver commesso il delitto, si è presentato in stato di evidente agitazione alla caserma dei carabinieri di Porto Recanati, confessando l'omicidio della moglie.

Il passato dell'assassino e il messaggio alla madre

Sami Khemaies non era sconosciuto alle forze dell'ordine. Il 39enne tunisino, che attualmente si trova rinchiuso nel carcere di Ancona in attesa degli sviluppi giudiziari, vanta infatti un passato segnato da diverse condanne, alcune delle quali legate a reati per droga e per un episodio di evasione risalente al 2020, quando ruppe il braccialetto elettronico che gli era stato imposto.

L'efferatezza del gesto si arricchisce di un ulteriore dettaglio agghiacciante: dopo l'accoltellamento, l'uomo avrebbe inviato un messaggio alla madre della vittima, comunicandole con freddezza di aver ucciso sua figlia. Sconvolta dal dolore, la madre ha avuto parole di strazio per la figlia, descritta come una donna solare che aveva sempre aiutato l'ex compagno, nonostante i problemi.

Le indagini e il fermo

Le indagini sono state avviate immediatamente dai carabinieri della Compagnia di Osimo, guidati dal colonnello Gianluca Ciglio, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Rosario Lioniello. La Procura della Repubblica ha disposto l'autopsia sul corpo della donna per fare piena luce sulla dinamica dei fatti e sulle cause del decesso. Il pubblico ministero ha inoltre formalizzato il fermo per Khemaies, che è stato trasferito in carcere ad Ancona, con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato.

L'udienza di convalida del fermo è prevista per i prossimi giorni, mentre proseguono gli accertamenti degli investigatori per ricostruire nel dettaglio l'ultima lite della coppia. La famiglia della vittima, originaria di Cerignola, si è stretta attorno al dolore di Luisa Auciello, la madre della donna, che in queste ore sta ricevendo il sostegno dei parenti e della comunità locale.

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