Femminicidio a Loreto, lutto cittadino per Luigia Fortunato. Fermato il marito
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Redazione Interno
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Sarà lutto cittadino, il giorno dei funerali, per Luigia Fortunato. La decisione è stata assunta dall'amministrazione comunale di Loreto, in provincia di Ancona, per onorare la memoria della giovane donna di 33 anni, originaria di Cerignola, uccisa nella serata di giovedì tra le mura domestiche.
Un gesto simbolico, come spiegato dal primo cittadino, per esprimere con nettezza la condanna dell'intera collettanea verso un crimine che sconvolge e interroga la coscienza civile, con un pensiero particolare rivolto al figlio della coppia, il bambino che ora si trova a dover fare i conti con una perdita tanto improvvisa quanto brutale.
L'omicidio e il fermo del marito
Sami Khemaies, 39 anni, tunisino, è stato sottoposto a fermo e trasferito nel carcere di Ancona. L'uomo, che era il marito della vittima, è accusato di aver accoltellato Luigia Fortunato intorno alle dieci di sera, al culmine di quella che le prime ricostruzioni degli inquirenti descrivono come una violenta lite. Dopo aver sferrato i fendenti mortali, lo stesso Khemaies si è presentato in stato confusionale alla caserma dei carabinieri di Porto Recanati, consegnandosi di fatto alle forze dell'ordine e ammettendo la propria responsabilità.
Un gesto, questo, che ha posto fine a poche ore di fuga e che ha permesso di ricostruire con immediatezza il quadro degli eventi, sebbene restino da chiarire i moventi e la dinamica esatta dell'ennesima tragedia familiare.
Il messaggio alla suocera e il passato dell'assassino
La telefonata che ha informato la madre di Luigia, Luisa Auciello, è stata agghiacciante: Khemaies le ha mandato un messaggio per comunicarle l'accaduto, con una crudezza che lascia senza parole. «Ho ammazzato tua figlia», avrebbe scritto l'uomo, gettando la famiglia della vittima in un dolore inconsolabile. «Mi hai tolto tutto», ha gridato la madre della vittima, descrivendo la figlia come una donna bella e solare, che lo aveva sempre aiutato, anche dopo la fine della loro relazione.
Alle spalle dell'assassino, un passato già segnato da precedenti penali, una storia durata oltre dieci anni e una convivenza proseguita anche dopo la separazione, giustificata dalla volontà di garantire al figlio la presenza di entrambi i genitori. Nel 2020, Khemaies era evaso dagli arresti domiciliari, rompendo il braccialetto elettronico, un dettaglio che getta un'ombra ancora più cupa sulla vicenda e che solleva interrogativi sulla sua pericolosità.
L'indagine e le esequie
Dopo essersi consegnato ai carabinieri, l'uomo ha fornito una prima versione dei fatti, sostenendo di essersi difeso da un'aggressione della moglie che lo avrebbe minacciato con un coltello. Una tesi che gli investigatori stanno vagliando con cautela, incrociando i riscontri scientifici e le testimonianze raccolte nella casa di Loreto, dove la tragedia si è consumata. Le luci blu dei carabinieri e delle ambulanze hanno illuminato la scena per tutta la notte, mentre la madre della vittima, crollata sul marciapiede, urlava il suo dolore.
Ora la comunità si prepara a dare l'ultimo saluto a Luigia Fortunato, in una giornata che sarà segnata dal lutto cittadino, un atto dovuto per una vita spezzata e un monito contro ogni forma di violenza.




