Siria, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU chiede un processo politico inclusivo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha recentemente sollecitato un processo politico inclusivo e guidato dai siriani, in seguito alla caduta del regime di Bashar al-Assad. Durante una riunione, il vice rappresentante permanente della Cina presso l'ONU, Geng Shuang, ha dichiarato che Pechino è pronta a giocare un ruolo costruttivo per la pace e la stabilità in Siria. La Cina, infatti, presta grande attenzione ai drastici cambiamenti verificatisi nel paese e invita tutte le parti interessate ad astenersi da azioni che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione.

Nel frattempo, a Damasco, Ahmad Sharaa, noto anche come Jolani e sostenuto dalla Turchia, ha iniziato negoziati con l'Occidente su Israele e le sanzioni internazionali. Sharaa, jihadista di spicco, sembra avere le idee chiare su come ottenere il pieno riconoscimento politico del suo potere in cambio di rassicurazioni su Israele, migranti e lotta al terrorismo. Parallelamente, un colonnello fedele a Sharaa ha annunciato il futuro scioglimento della coalizione jihadista HTS, guidata dallo stesso Sharaa.

In varie regioni siriane, continuano a emergere tracce di fosse comuni create dal regime di Assad, che ha governato il paese per mezzo secolo. L'ONU, nel suo appello, ha sottolineato la necessità di consentire ai siriani di determinare il loro futuro, evitando qualsiasi azione che possa mettere a rischio la stabilità regionale.

Nel contesto più ampio del Medio Oriente, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele rimarrà sul Monte Hermon fino a quando non sarà raggiunto un accordo.

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