La Sampdoria respira dopo la salvezza, ma il futuro è già cominciato
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Redazione Sport
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Dopo mesi di ansie, cambi di panchina e prestazioni altalenanti, la Sampdoria può finalmente tirare un sospiro di sollievo. La vittoria nei playout contro la Salernitana, che invece sprofonda in Serie C, ha evitato ai blucerchiati un destino mai vissuto nella loro storia: la retrocessione in terza serie. Un traguardo raggiunto grazie a una squadra rimodellata più volte, con quattro tecnici succedutisi sulla panchina doriana in una sola stagione. Andrea Pirlo, Andrea Sottil, Leonardo Semplici e infine Alberico Evani hanno cercato, ognuno a modo proprio, di invertire una rotta che sembrava ormai segnata.
Il post su Instagram di Roberto Mancini, simbolo indiscusso della Sampdoria, ha sottolineato il sollievo per lo scampato pericolo. Un messaggio che, al di là delle parole, racconta il peso di una salvezza arrivata solo all’ultimo respiro. A guidare la squadra nel momento decisivo è stato Attilio Lombardo, affiancato da Gregucci e Filippo Mancini, che hanno saputo trovare l’equilibrio giusto per superare una Salernitana ormai allo stremo. Il ruolo del pubblico, poi, non è stato secondario: il sostegno dei tifosi all’Arechi ha dimostrato, ancora una volta, quanto il legame con la squadra possa fare la differenza nei momenti più critici.
Ma se la festa è durata una notte, le questioni da affrontare sono già molte. La prima riguarda i riscatti: entro domani la società dovrà decidere se esercitare le opzioni per Abiuso, Curto e Sibilli. Tra i tre, quest’ultimo appare il più vicino a un futuro in maglia blucerchiata, considerando che il Bari ha fissato il diritto di riscatto a 500 mila euro. Decisioni che segneranno l’inizio di una rivoluzione annunciata, perché la salvezza, seppur conquistata, non cancella le difficoltà di una stagione che ha messo a nudo tutte le fragilità di un progetto.




