Massimo Moratti e la truffa con la finta voce di Crosetto: «Sembrava vero»
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Redazione Interno
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Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter e figura di spicco nel panorama imprenditoriale italiano, è tra le vittime di una sofisticata truffa che ha visto coinvolto il nome del ministro della Difesa Guido Crosetto. L’imprenditore, noto per aver guidato la squadra milanese al triplete nel 2010, ha confermato di essere stato contattato da individui che, spacciandosi per il ministro, chiedevano ingenti somme di denaro per presunti riscatti da pagare in Medio Oriente. «Questi sono bravi, nel senso che sembrava assolutamente tutto vero», ha dichiarato Moratti al quotidiano la Repubblica, sottolineando come la situazione fosse stata costruita in modo tale da apparire credibile. «Comunque può capitare, poi certo uno non se l’aspetta una roba di questo genere», ha aggiunto, rivelando un meccanismo di raggiro che ha colpito anche altri imprenditori di alto profilo.
La truffa, che ha già portato alla denuncia di tre vittime, tra cui esponenti delle famiglie Aleotti (del gruppo Menarini) e Beretta, si basava su una strategia ben orchestrata. I truffatori, fingendosi Crosetto, contattavano telefonicamente i malcapitati, sostenendo di aver bisogno di fondi urgenti per liberare giornalisti rapiti in paesi come Iran o Siria. Le richieste, che potevano raggiungere cifre fino a un milione di euro, erano accompagnate da dettagli apparentemente verosimili, capaci di ingannare anche chi, come Moratti, è abituato a gestire situazioni complesse. La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, ha aperto un’inchiesta per truffa aggravata dal danno di rilevante entità, cercando di ricostruire l’intera vicenda e di identificare gli autori del raggiro.
Tra le vittime che hanno denunciato il tentativo di frode, oltre a Moratti, spiccano anche i nomi di Trochetti Provera e di un esponente della famiglia Beretta, a capo della multinazionale produttrice di armi. Quest’ultimo, pur non cadendo nella trappola, ha contribuito a portare alla luce il meccanismo fraudolento, segnalando l’accaduto alle autorità. La famiglia Aleotti, invece, ha confermato di essere stata contattata dai truffatori, ma non ha fornito ulteriori dettagli sulle modalità dell’approccio.




