Italia, attivisti della Global Sumud Flotilla rientrano dopo abusi in Israele
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Redazione Esteri
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Gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza sono tornati a Roma nella serata di ieri, dopo essere stati rilasciati dalle autorità israeliane. Tra loro, Dario Crippa, 25enne di Bergamo, che lo scorso settembre aveva partecipato alla prima missione umanitaria verso la Striscia di Gaza, ha commentato le immagini che mostrano il trattamento subito dai membri del convoglio. Crippa ha sottolineato che la violenza e gli abusi documentati rientrano in una prassi consolidata da parte dello Stato di Israele nei confronti degli attivisti umanitari.
Testimonianze dirette dal rientro a Roma
Arrivati a Fiumicino, gli attivisti hanno raccontato episodi di pestaggi e abusi sessuali subiti durante la detenzione. Alessio Catanzaro, uno dei partecipanti, ha descritto di essere stato ammassato con gli altri in un container al freddo, mentre i soldati sparavano proiettili di gomma contro di loro. Il racconto è stato fornito da Istanbul tramite il telefono di un altro attivista, dato che Catanzaro aveva perso il proprio dispositivo e i documenti nel corso dell’assalto. Le testimonianze documentano una situazione di estremo disagio e violenza, confermata anche dai video diffusi dal ministro israeliano Ben Gvir, che mostrano gli attivisti inginocchiati e legati.
Rientro degli attivisti marchigiani e tappa intermedia
I tre attivisti marchigiani Vittorio Sergi e Maurizio Menghini di Senigallia e Marco Montenovi di Ancona, dopo essere stati rilasciati ed espulsi da Israele, hanno fatto tappa a Istanbul prima del ritorno definitivo in Italia. Essi si trovavano a bordo della Cactus, imbarcazione battente bandiera polacca della Global Sumud Flotilla, quando sono stati prelevati dai militari israeliani. Il rientro rappresenta la fine di un’esperienza segnata da paura, umiliazione e violenze fisiche, confermando le denunce precedenti sulle condizioni affrontate dai convogli umanitari diretti a Gaza.
Richieste di azioni politiche e sanzioni
Dario Crippa ha ribadito che le condanne verbali non bastano e che l’Italia dovrebbe interrompere i rapporti commerciali con Israele. La vicenda ha sollevato attenzione politica: Antonio Tajani ha chiesto all’Unione Europea di valutare sanzioni contro il ministro israeliano coinvolto, sottolineando la necessità di risposte concrete oltre alle dichiarazioni pubbliche. Le immagini e le testimonianze emerse dai convogli umanitari mostrano chiaramente le difficoltà e i rischi che affrontano gli attivisti in missione, alimentando il dibattito sul ruolo internazionale e sulle misure da adottare per la protezione dei civili e dei partecipanti alle missioni umanitarie.




