Schianto frontale tra due camion a Priverno, muore l'autista Costantino Mangoni. Chiusa la statale dei Monti Lepini per il travaso dell'azoto
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Redazione Interno
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L’alba di oggi, venerdì 20 febbraio, ha portato con sé una tragedia stradale sulla strada regionale 156 dei Monti Lepini, all’altezza del comune di Priverno, in provincia di Latina, dove due mezzi pesanti si sono scontrati frontalmente in un impatto la cui violenza non ha lasciato scampo a uno dei conducenti. È successo intorno alle quattro e trenta del mattino, tra il chilometro 22 e il chilometro 23 dell’arteria che collega la Valle del Sacco con l’area pontina, e la dinamica del sinistro, al vaglio degli investigatori, vedrebbe un tir, proveniente dalla direzione di Frosinone, invadere la corsia opposta per cause che restano ancora tutte da chiarire, andando a impattare contro l’autocisterna condotta dalla vittima. L’impatto, devastante, è avvenuto nei pressi di una stazione di servizio, in una zona che, proprio per la conformazione della strada, si rivela spesso insidiosa per chi è al volante di mezzi pesanti -1-5-9.
La vittima, la cui identità è stata rilasciata solo nelle ore successive al dramma, è Costantino Mangoni, un uomo di 52 o 53 anni – la differenza nelle prime comunicazioni ufficiali lascia spazio a un lieve margine di incertezza anagrafica – residente a Terracina ma originario della Ciociaria, più precisamente di Alatri, e dipendente di una ditta specializzata nel trasporto di gas tecnici -3-4-5. Mangoni, che lascia la moglie e due figli, era alla guida del suo autoarticolato carico di azoto liquido quando la traiettoria dell’altro mezzo pesante, con a bordo un conducente rimasto ferito ma non in pericolo di vita, ha reso inevitabile lo schianto. Per lui, nonostante il tempestivo arrivo dei sanitari del 118 e il dispiego di un’eliambulanza, non c’è stato purtroppo nulla da fare: l’impatto è stato talmente forte da non lasciargli scampo -3-5-9.
L’intervento dei vigili del fuoco e il rischio chimico per la cisterna lesionata
Oltre al dolore per la perdita di una vita umana, l’incidente ha imposto alle autorità la gestione di una complessa emergenza di natura chimica, dato che la cisterna del mezzo condotto da Mangoni, quella che trasportava l’azoto liquido, ha riportato una lesione nella collisione, rendendo necessario un delicato intervento di messa in sicurezza per scongiurare qualsiasi pericolo per l’ambiente e per i soccorritori stessi. Immediatamente, sul posto sono accorse le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Terracina, coordinate dai funzionari tecnici, ma la specificità della situazione ha richiesto l’intervento di un’autogrù e, soprattutto, del personale specializzato del nucleo NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico) giunto da Roma, l’unico in grado di procedere al travaso in sicurezza del contenuto della cisterna -2-7-8. Le operazioni, complesse e delicate, sono iniziate alle prime luci dell’alba e si sono protratte per molte ore, durante le quali l’intera area è stata isolata per permettere ai tecnici di lavorare senza rischi, mentre gli agenti delle forze dell’ordine procedevano ai rilievi del caso per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro.
Le conseguenze sulla viabilità e i disagi per i pendolari sulla Monti Lepini
La conseguenza immediata e più tangibile per la popolazione è stata la chiusura totale della statale 156 in entrambe le direzioni, un provvedimento obbligato per consentire sia i soccorsi sia le successive e lunghe fasi di travaso e rimozione dei mezzi, con il personale Anas impegnato a gestire le deviazioni e a informare gli automobilisti sui percorsi alternativi. Il tratto interessato, compreso tra lo svincolo di Prossedi e quello per la Carpinetana, è rimasto interdetto al traffico per l’intera mattinata, creando inevitabili code e disagi, specialmente per i pendolari e per i mezzi pesanti che quotidianamente percorrono quella direttrice per raggiungere i centri della provincia pontina e quelli della Ciociaria -1-2-7. Nel frattempo, nelle caserme dei carabinieri, prosegue meticoloso il lavoro degli inquirenti, chiamati ad analizzare ogni dettaglio – dalle condizioni dei mezzi ai possibili fattori umani come un colpo di sonno o una distrazione – per stabilire con certezza le responsabilità di un frontale che è costato la vita a un uomo di 52 anni, spezzando una famiglia e gettando nello sconforto le comunità di Terracina e di Alatri, da cui la vittima proveniva.




