Tragedia sulla Monti Lepini a Priverno, frontale fra due camion: un morto. Chiusa la statale, in corso il travaso di azoto da una cisterna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il boato, sordo e violento, ha squarciato il silenzio dell’alba sulla Strada Regionale 156 dei Monti Lepini, trasformando un rettilineo del territorio di Priverno nel teatro di un dramma della strada. Erano da poco passate le quattro e trenta di venerdì 20 febbraio quando due mezzi pesanti si sono scontrati frontalmente in un punto compreso tra il chilometro 22 e il 23 dell'arteria, non lontano da una rotatoria che alcuni identificano come il bivio delle Anime Sante -2. Un impatto devastante, la cui dinamica è ora al vaglio degli inquirenti, costato la vita a uno dei due autisti. L’allarme, lanciato al Numero Unico per le Emergenze 112, ha mobilitato immediatamente una macchina dei soccorsi complessa: sul posto sono accorsi i carabinieri per i rilievi del caso, i sanitari del 118 con un'eliambulanza pronta a levare in volo e le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Terracina -2-3.

L'opera di estrazione dei conducenti dalle lamiere contorte è stata tempestiva, ma per uno di loro, alla guida di un autoarticolato, non c'è stato nulla da fare. Il personale medico intervenuto non ha potuto fare altro che constatarne il decesso -6. L'altro autotrasportatore, invece, è stato preso in carico e affidato alle cure dei sanitari. La salma della vittima, sulla cui identità le fonti locali riportano discordanze che vanno dalle iniziali C.M. al nome Costantino Mangoni, con età anagrafiche che oscillano tra i 46 e i 53 anni, è rimasta a lungo sul posto a disposizione dell'autorità giudiziaria -4-10. Una discrepanza, questa, che verrà sciolta solo dagli accertamenti ufficiali, mentre si apprende che l'uomo lascia la moglie e due figli.

La gestione dell'emergenza e il rischio chimico

La complessità dell'intervento, tuttavia, non si è esaurita con il soccorso ai feriti. Uno dei due tir coinvolti nel sinistro, infatti, era una cisterna adibita al trasporto di azoto liquido, la cui struttura è rimasta lesionata nell'impatto. Una falla che avrebbe potuto trasformare un già grave incidente in una emergenza chimica. Per scongiurare qualsiasi pericolo di dispersione o di reazione del gas criogenico, i vigili del fuoco hanno richiesto l'intervento di una squadra specializzata del nucleo NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico) giunta appositamente da Roma -3-6. Gli specialisti, supportati da un'autogrù, hanno lavorato per ore nel delicatissimo travaso del contenuto della cisterna, un'operazione che ha richiesto la massima cautela e che ha tenuto l'area sotto stretta osservazione.

Parallelamente alle operazioni di messa in sicurezza del carico pericoloso, le squadre Anas hanno provveduto a chiudere il tratto incriminato della statale in entrambe le direzioni. Il blocco, che interessa il segmento tra lo svincolo di Prossedi e quello per la SS609 Carpinetana, ha inevitabilmente creato pesanti ripercussioni sulla viabilità locale, con il traffico deviato su percorsi alternativi e code che si sono formate fin dalle prime luci dell'alba -5-10.

I rilievi e la dinamica ancora al vaglio

Sul luogo della tragedia, dove l'asfalto ha conservato per ore i segni indelebili dello schianto, gli inquirenti hanno lavorato per ricostruire l'esatta sequenza dei fatti. La prima, sommaria ipotesi, parla di un mezzo pesante proveniente da Frosinone che avrebbe invaso la corsia opposta, centrando in pieno il camion condotto dalla vittima -1. Ma si tratta di una ricostruzione ancora al vaglio degli investigatori, che dovranno esaminare la posizione dei mezzi, la segnaletica e i possibili fattori ambientali o umani che possano aver causato la deviazione dalla carreggiata. La presenza di una rotatoria nelle immediate vicinanze, citata in alcuni rapporti, potrebbe aver giocato un ruolo nella dinamica, ma ogni ipotesi resta, per ora, confinata nel campo delle deduzioni tecniche in attesa dei rilievi ufficiali -2.

Mentre i tecnici Anas e i vigili del fuoco procedevano con la rimozione dei pesanti veicoli e la bonifica del manto stradale, la viabilità sulla Monti Lepini è rimasta paralizzata per l'intera mattinata. Un sacrificio, quello degli automobilisti costretti a lunghi devi, reso necessario per permettere a inquirenti e soccorritori di fare piena luce su un incidente che, al di là delle fredde cronache, ha spezzato una vita e gettato nello sconforto una famiglia.

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