Camion a idrogeno: lo studio ENEA sui costi oltre 300 km

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I camion a idrogeno entrano al centro del dibattito sulla decarbonizzazione del trasporto merci dopo una nuova analisi che ne evidenzia la possibile convenienza rispetto all’elettrico oltre determinate soglie operative. Secondo le informazioni disponibili, le celle a combustibile alimentate a idrogeno mostrano un vantaggio economico nei veicoli destinati a tratte superiori ai 300 km, in particolare nel segmento compreso tra 3,5 e 18 tonnellate. Il confronto con i sistemi a batteria viene ridefinito alla luce dei vincoli legati all’autonomia e ai tempi di ricarica, elementi che incidono in modo diretto sull’operatività dei trasporti. In questo scenario, l’idrogeno viene presentato come una tecnologia in grado di affiancare l’elettrico in specifici contesti logistici.

Lo studio ENEA sui camion a idrogeno oltre 300 km

Lo studio sui camion a idrogeno è stato realizzato da ENEA in collaborazione con l’Università della Tuscia e pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Hydrogen Energy. L’analisi si concentra sul confronto tra diverse soluzioni di alimentazione per il trasporto merci, con particolare attenzione alle celle a combustibile alimentate a idrogeno rispetto agli accumulatori elettrici. Il lavoro mette in evidenza come, in determinati scenari operativi, la tecnologia a idrogeno possa incidere in modo significativo sui costi complessivi di gestione dei veicoli pesanti, offrendo un punto di osservazione utile per le strategie di transizione energetica nel settore logistico.

Nel dettaglio, lo studio indica che nei veicoli compresi tra 3,5 e 18 tonnellate e impegnati su tratte superiori ai 300 km, le soluzioni a idrogeno possono abbattere i costi fino al 55% rispetto ai sistemi basati su accumuli elettrici. Il dato si inserisce nel confronto tra autonomia e tempi di ricarica, due elementi che continuano a rappresentare un limite operativo per i veicoli a batteria nelle lunghe percorrenze. L’analisi dell’Università della Tuscia contribuisce così a definire un quadro più articolato delle alternative disponibili per la riduzione delle emissioni nel trasporto merci.

Filiere e progetti sull’idrogeno in Europa

Accanto ai risultati dello studio sui camion a idrogeno, emergono iniziative orientate allo sviluppo di ecosistemi locali dedicati a questa tecnologia. La Toyota Mobility Foundation ha avviato la European Hydrogen Regions Initiative (EHRI), un programma che punta a selezionare fino a cinque realtà europee per sostenere la crescita di filiere basate sull’idrogeno. Il progetto si rivolge a territori che hanno già avviato sperimentazioni nel settore ma che incontrano difficoltà nel raggiungere una piena autonomia operativa e sostenibile nel lungo periodo.

L’iniziativa si inserisce nella strategia della fondazione istituita nel 2014 da Toyota Mobility Foundation, con l’obiettivo di promuovere soluzioni di mobilità sostenibili e inclusive in Europa. L’attenzione si concentra sul consolidamento di infrastrutture e modelli di sviluppo che possano supportare l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico alternativo, integrandolo nei sistemi di trasporto e nelle strategie locali di decarbonizzazione già avviate in diversi contesti europei.

Idrogeno e mobilità: autonomia e tempi di rifornimento

Il confronto tra idrogeno ed elettrico torna centrale anche nelle applicazioni sviluppate da BMW, che punta su soluzioni a celle a combustibile capaci di raggiungere autonomie fino a 750 km con tempi di rifornimento stimati in cinque minuti. Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sulla mobilità a zero emissioni, dove la scelta tra serbatoio e batteria dipende da vincoli tecnici e operativi differenti, soprattutto in relazione alla disponibilità di spazio e alla gestione dell’energia a bordo.

Nel settore dei trasporti, l’idrogeno viene quindi descritto come una possibile alternativa per alcune categorie di veicoli, mentre le batterie continuano a rappresentare la soluzione più diffusa per le automobili. Le difficoltà legate all’ingombro e al peso degli accumulatori risultano particolarmente rilevanti in contesti come quello delle moto e dei veicoli leggeri, dove lo spazio disponibile è ridotto. In questo quadro, le diverse tecnologie vengono analizzate in base agli scenari d’uso, senza una soluzione unica valida per tutti i segmenti della mobilità.

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