Il green carpet di Sanremo, tra raffinata eleganza e scelte sartoriali discusse, accende i riflettori sui 30 big in attesa della gara
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mancano ormai pochissime ore all'inizio della settantaseiesima edizione del Festival della canzone italiana, e la macchina organizzativa, come da consolidata tradizione, ha voluto offrire al pubblico e ai fan un antipasto di ciò che vedremo sul palco dell'Ariston a partire da martedì 24 febbraio. La città di Sanremo, del resto, vive da giorni una frenesia crescente, ma è nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 23 febbraio, che il cuore pulsante della manifestazione si è spostato all'aperto, lungo via Matteotti. Lì, dove il collegamento tra il Palafiori e l'ingresso del teatro è stato trasformato in una passerella a cielo aperto, i trenta big in gara hanno sfilato uno a uno sul green carpet, un tappeto verde, questo il nome ufficiale, la cui realizzazione, sponsorizzata da Eni, intende richiamare l'attenzione sui temi della sostenibilità ambientale, creando al contempo un dialogo visivo con la scenografia interna dell'Ariston. È stato un momento di grande esposizione mediatica, quello che ha preceduto la diretta di PrimaFestival su Rai 1, un'occasione per osservare da vicino le prime scelte stilistiche, per cogliere i dettagli degli outfit che i cantanti, coadiuvati dai rispettivi stylist, hanno selezionato per questo primo, significativo bagno di folla tra fiori, selfie e l'immancabile tifo organizzato.
Fedez e Mara Sattei, scelte di stile tra continuità e svolte sartoriali
La carrellata di look che ha sfilato sul carpet ha offerto, fin da subito, spunti di riflessione non solo per gli addetti ai lavori ma anche per i numerosi appassionati che seguono il festival anche sotto il profilo della moda. Se per molti artisti la scelta è caduta su abiti che ne rispecchiano l'immagine consolidata, per altri si è trattato di un vero e proprio cambio di rotta. È il caso, ad esempio, di Fedez, che ha lasciato alle spalle le collaborazioni con Versace, maison che lo aveva vestito in passato, per affidarsi allo stile essenziale e pulito di Jil Sander, un dettaglio, questo, che non è passato inosservato agli occhi degli esperti del settore. Parallelamente, Mara Sattei ha optato per un look dai toni drammatici e teatrali firmato Vivienne Westwood, mentre Michele Bravi ha sfoggiato una creazione realizzata appositamente per lui da Antonio Marras, un sodalizio artistico che promette scintille anche nelle prossime serate. La passerella, dunque, si è trasformata in una vetrina di tendenze e di dichiarazioni d'intenti, dove ogni abito, ogni accessorio, racconta una piccola parte della storia che l'artista vuole portare sul palco.
Levante conquista la scena, Arisa si trasforma: le pagelle del primo giorno
Tra i commenti e le prime, immancabili pagelle diffuse dagli osservatori, alcuni nomi sono emersi con più forza di altri per la capacità di coniugare eleganza e personalità. Levante, in particolare, ha raccolto consensi unanimi per il suo look, un raffinato cappotto a doppiopetto di colore scuro, forse un modello di Emporio Armani come suggerito da alcune ricostruzioni, impreziosito da dettagli capaci di fare la differenza, come le calze colorate e le slingback in vernice, un insieme che le è valso un giudizio positivo. La cantautrice, con la piega morbida dei capelli e un portamento sicuro, ha dimostrato come la cura dei particolari possa trasformare un abito in un manifesto di stile. Dall'altro lato, Arisa si è presentata con una veste che molti hanno definito "trasformista", distaccandosi nettamente dalle sue precedenti apparizioni sanremesi per abbracciare un'estetica nuova e audace, quasi una dichiarazione di volersi reinventare anche nell'immagine, in attesa di farlo con la musica. Non sono mancate, naturalmente, le note stonate, o quantomeno le scelte che hanno diviso la critica: Serena Brancale, ad esempio, è stata giudicata da alcuni come "sciura", un'etichetta che sottolinea una certa distanza dalle tendenze più contemporanee, a dimostrazione di come il gusto personale, in queste occasioni, sia sempre terreno di confronto e, talvolta, di scontro.
Un campionario di stili per una vigilia di attesa, da Tommaso Paradiso a Patty Pravo
Il serpentone di via Matteotti ha visto alternarsi, nel giro di poco più di un'ora, un campionario vastissimo della musica italiana, accomunato dall'emozione della vigilia. Da Tommaso Paradiso, che ha scelto la semplicità apparente di un outfit firmato Emporio Armani, a Patty Pravo, storica presenza del festival, che si è affidata alla cura del suo assistente personale Simone Folco per un look all'altezza della sua leggenda. E poi ancora, le Bambole di Pezza hanno portato il loro rock con abiti da sera di John Richmond, mentre Ermal Meta e Francesco Renga hanno optato rispettivamente per Trussardi e Canali, scelte di sostanza e di classe che non cercano lo scandalo ma puntano sulla qualità del tessuto e della linea. In attesa che le canzoni prendano il sopravvento e che il palco dell'Ariston si accenda per la gara vera e propria, questo green carpet ha assolto al suo compito: scaldare i motori, offrire uno spaccato di umori e, perché no, alimentare il dibattito su chi, già da questa prima passerella, ha vinto la sfida dello stile. I trenta artisti sono ora pronti per l'esordio di domani, con i loro camion di vestiti al seguito pronti a svelare, serata dopo serata, il guardaroba pensato per questa settimana di musica.




