Venezia 2025, il red carpet si accende: eleganza e provocazioni sul Lido

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il red carpet della prima serata dell’82ª Mostra del Cinema di Venezia ha offerto, come di consueto, un caleidoscopio di stili e visioni, tra chi ha puntato su una sobrietà classica e chi ha invece preferito osare con scelte più audaci. A fare da padrona di casa, in una serata dominata dall’attesa per La Grazia di Paolo Sorrentino, Emanuela Fanelli ha saputo conquistare il pubblico – e non solo per il suo ruolo – unendo con disinvoltura un’ironia pungente a momenti di profonda riflessione, segnando un esordio personale che molti hanno già definito impeccabile.

Sul versante della pura eleganza, è stata Cate Blanchett a ribadire il suo status di regina indiscussa del tappeto rosso, scegliendo un abito total black di Armani Privé che, sebbene non nuovissimo, è parso a tutti perfettamente calzante. La lunga veste a sirena, con la sua linea essenziale, i drappeggi studiati e una maxi scollatura, era impreziosita soltanto da poche pietre che ne illuminavano il décolleté, dimostrando come la vera classe risieda spesso in una sottrazione calcolata piuttosto che in un’addizione eccessiva.

All’opposto, sul versante della provocazione calcolata, si è piazzata Rose Villain, la cui apparizione metallizzata e con una cresta ha decisamente spiazzato i fotografi e diviso il pubblico. Un look da guerriera punk, che sembrava voler tenere insieme anime distinte – quella classica e quella eccentrica – in un mix volutamente destabilizzante e lontano dai canoni tradizionali della kermesse. Qualcuno l’ha definita una scommessa, altri una forzatura.

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