Influenza australiana, una minaccia per il cervello

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L'influenza stagionale, che ogni anno colpisce milioni di persone, quest'anno si presenta con una variante particolarmente insidiosa: l'H3N2, comunemente nota come "influenza australiana". Questo ceppo virale, isolato per la prima volta in Australia, ha già contagiato oltre 15 milioni di persone nell'emisfero australe, portando con sé non solo i classici sintomi influenzali come febbre, tosse e mal di gola, ma anche una preoccupante incidenza di sintomi neurologici.

In Lombardia e in Bergamasca, i casi di influenza A-H3N2 sono ancora rari, ma la presenza del virus è stata confermata anche in queste regioni. Secondo i medici di famiglia e gli ospedali locali, la circolazione del virus è attualmente limitata e non ha ancora avuto un impatto significativo sul sistema sanitario. Tuttavia, gli esperti avvertono che la stagione influenzale alle porte potrebbe essere caratterizzata da un aumento dei contagi, con sintomi più gravi rispetto agli anni precedenti.

Il direttore generale dell'Usl della Marca, Francesco Benazzi, ha confermato che l'influenza australiana è particolarmente pericolosa, non solo per i sintomi respiratori e polmonari, ma anche per i possibili effetti sul cuore e sul cervello. La variante H3N2, infatti, sembra avere un impatto più significativo sul sistema nervoso centrale, causando problemi neurologici che possono complicare ulteriormente il quadro clinico dei pazienti.

L'infettivologo Matteo Bassetti ha sottolineato l'importanza della vaccinazione, soprattutto per le persone più vulnerabili, come gli anziani e i soggetti con patologie croniche.

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