Influenza australiana, rischi per cuore e cervello

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L'influenza australiana, nota anche come variante H3N2 del virus dell'influenza A, sta destando preoccupazione tra gli esperti per la sua capacità di causare sintomi respiratori intensi e, in casi più rari, complicanze neurologiche. Fabrizio Pregliasco, igienista e direttore sanitario del Galeazzi di Milano, ha sottolineato che ci si aspetta un aumento significativo dei contagi con l'arrivo di un periodo freddo prolungato, tipicamente verso la fine di novembre.

Questa variante, caratterizzata da una notevole adattabilità e mutabilità, è stata oggetto di studi recenti pubblicati sul Journal of Infection. Tali studi hanno evidenziato che l'H3N2 non solo provoca sintomi respiratori severi, ma può anche, sebbene raramente, interessare il sistema nervoso centrale, causando encefaliti. Pier Luigi Lopalco, professore ordinario di Igiene presso l'Università del Salento, ha confermato che il virus può colpire anche l'apparato neurologico oltre ai polmoni, aumentando così i rischi per la salute pubblica.

Gli esperti raccomandano vivamente la vaccinazione come misura preventiva fondamentale per ridurre il rischio di complicanze gravi. La vaccinazione, infatti, rappresenta uno strumento efficace per proteggere non solo se stessi, ma anche le persone più vulnerabili, come anziani e individui con patologie croniche. Pregliasco ha ribadito l'importanza di adottare misure di prevenzione adeguate, soprattutto in vista del picco stagionale dell'influenza.

L'influenza australiana H3N2 rappresenta una minaccia significativa non solo per i sintomi respiratori che può causare, ma anche per le potenziali complicanze neurologiche.

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