Influenza australiana, rischi e sintomi cerebrali
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Redazione Salute
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L'influenza stagionale, che ogni anno colpisce milioni di persone, quest'anno si presenta con una variante particolarmente aggressiva, denominata influenza australiana A/H3N2. Un caso recente, registrato a Padova, ha coinvolto un uomo di 75 anni che ha manifestato sintomi respiratori e neurologici. La variante, già osservata nell'emisfero australe, ha mostrato una capacità di provocare una risposta infiammatoria intensa, nota come tempesta citochinica, che può causare disorientamento e confusione mentale.
Il virologo Fabrizio Pregliasco, professore all'Università degli Studi di Milano, ha sottolineato l'importanza della vaccinazione contro questa variante influenzale, raccomandando di effettuarla entro novembre. Il vaccino, pur potendo causare effetti collaterali come febbre e dolori muscolari, è considerato una misura preventiva essenziale per evitare complicazioni gravi.
L'analisi dei dati epidemiologici provenienti dall'emisfero australe, dove l'inverno è già passato, ha evidenziato la pericolosità di questa variante. La forte risposta dell'organismo al virus può provocare infiammazioni significative, rendendo la vaccinazione una priorità per le categorie a rischio, come gli anziani e le persone con patologie croniche.
L'influenza australiana A/H3N2 rappresenta una minaccia seria per la salute pubblica, richiedendo misure preventive adeguate e tempestive.




