La consigliera di FdI presa a pugni a Torino dall’occupante abusivo che l’aveva minacciata: «Me l’avrebbe fatta pagare»
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Redazione Interno
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La notte di lunedì 9 marzo, nel quartiere torinese di Regio Parco, una lite per strada, niente di diverso, si potrebbe pensare, da tante altre che animano le periferie delle grandi città. E invece no, perché la vittima di quell’aggressione, finita a terra priva di sensi dopo un violento pugno al petto, è Verangela Marino, capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 6, e il suo aggressore, un uomo di etnia rom che risulta tra gli occupanti abusivi delle case popolari di via Ghedini 12, ne avrebbe fatto oggetto di ripetute minacce nei giorni precedenti il fattaccio. Una circostanza, quest’ultima, che emerge dalle prime dichiarazioni rese dalla stessa esponente politica all’indomani del ricovero presso l’ospedale San Giovanni Bosco, dove i sanitari le hanno diagnosticato lesioni giudicate guaribili in quattro giornate.
La dinamica, ricostruita anche grazie alle immagini di alcune telecamere di sorveglianza, parrebbe chiara agli inquirenti. Marino, che da tempo segue le problematiche del complesso Atc di via Ghedini – un’area già al centro di polemiche per il degrado e le occupazioni –, si era recata sul posto dopo la segnalazione di un residente che lamentava lo svuotamento selvaggio dei cassonetti e il conseguente abbandono di rifiuti lungo la carreggiata. Scesa dall’auto, non ha fatto in tempo a rendersi conto di quanto stava accadendo che l’uomo, un occupante abusivo, le si è scagliato contro, spingendola con violenza contro la fiancata del veicolo e colpendola, quindi, con un pugno che ne ha causato lo svenimento.
La dinamica dell’aggressione e il contesto di degrado nel complesso Atc di via Ghedini
Soccorsa da alcuni passanti, la consigliera è stata trasportata in ospedale, dove è rimasta in osservazione per qualche ora prima di essere dimessa. Nella mattinata di oggi, mercoledì 11 marzo, la donna si è recata al commissariato di polizia di Stato Barriera Milano, in via Botticelli, per sporgere denuncia formale contro il suo aggressore, un soggetto che lei stessa avrebbe riconosciuto e che, a suo dire, da settimane la minacciava. «Mi ha minacciata più volte e da settimane diceva che me l’avrebbe fatta pagare», ha raccontato Marino ai cronisti, visibilmente scossa, spiegando che l’uomo farebbe parte di quel gruppo di nomadi stanziatisi con camper e roulotte nelle adiacenze delle palazzine popolari, una presenza che, insieme alle occupazioni abusive negli alloggi, ha reso la zona «del tutto fuori controllo». Non è la prima volta, del resto, che la capogruppo di Fratelli d’Italia solleva il caso di via Ghedini: già a febbraio, in un post su Facebook, aveva commentato lo sgombero di un appartamento occupato da una famiglia rom, parlando di «segnale del ripristino della legalità» e chiedendo interventi analoghi in altre zone del quartiere.
L’episodio di violenza, che ha riacceso i riflettori sulla sicurezza nella Circoscrizione 6, si inserisce in un clima di tensione che i residenti denunciano ormai da tempo. La stessa Marino, poche settimane prima dell’aggressione, era intervenuta per commentare una violenta lite in strada a Barriera di Milano, dove, secondo la sua ricostruzione, alcuni spacciatori si erano frapposti tra i contendenti per evitare l’arrivo delle forze dell’ordine, e in precedenza aveva definito «agghiacciante» il caso di una maxi-rissa con un pitbull azzannatore finita con un ragazzo ferito al volto.
La solidarietà politica e le reazioni istituzionali all’episodio di violenza
Dall’entourage di Fratelli d’Italia sono giunte immediate manifestazioni di solidarietà nei confronti della consigliera. Roberto Ravello, vicecapogruppo in Regione, in una nota ufficiale ha parlato di «vile aggressione» e di «clima intollerabile che si respira in alcune zone della città», sottolineando come l’accaduto dimostri la necessità di porre fine al fenomeno delle occupazioni abusive. «Se qualcuno pensa che a Torino le occupazioni abusive siano un diritto acquisito o un’opportunità impunita, magari con il tacito nulla osta della sinistra, si sbaglia di grosso», ha aggiunto Ravello, rilanciando la battaglia del partito per la legalità e la sicurezza dei cittadini onesti. Parole che riecheggiano quelle già spese in altre occasioni dai rappresentanti locali del partito, spesso critici verso l’amministrazione comunale e le scelte in materia di ordine pubblico.
L’aggressione subita da Verangela Marino rappresenta, per chi conosce le dinamiche del quartiere, l’esito più estremo di un confronto quotidiano con l’illegalità che la consigliera porta avanti da tempo. Il fatto che l’aggressore fosse noto e che l’avesse già minacciata in passato aggiunge un tassello alla complessa vicenda delle occupazioni abusive nel complesso Atc, dove, come raccontano i residenti, i bambini verrebbero talvolta utilizzati per introdursi negli alloggi sfitti, creando situazioni di difficile gestione per le stesse forze dell’ordine e per i servizi sociali, chiamati in causa dalla stessa Marino più volte negli scorsi mesi.
L’iter giudiziario e le prossime tappe dell’inchiesta sull’aggressione
Ora che la denuncia è stata formalizzata, gli inquirenti dovranno vagliare le immagini della videosorveglianza e raccogliere le testimonianze dei presenti per identificare con certezza l’aggressore e ricostruire eventuali responsabilità penali. La consigliera, intanto, ha fatto sapere di voler portare avanti la sua battaglia, e i colleghi di partito assicurano che non arretreranno di un passo di fronte a episodi che, a loro dire, testimoniano l’urgenza di interventi strutturali per il ripristino della legalità in quelle zone della città dove la convivenza tra residenti regolari e occupanti abusivi, specie se connotata da precedenti e minacce, appare sempre più difficile da governare.




