Politico, Cnn e Ms Now fanno causa a Trump dopo l'esclusione dalla Casa Bianca
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Redazione Esteri
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Politico, Cnn e Ms Now hanno avviato un'azione legale contro il presidente Donald Trump e tre alti collaboratori della Casa Bianca dopo che ai loro giornalisti è stato impedito l'accesso alla sede della presidenza e sono stati loro ritirati i pass. La causa, presentata presso il tribunale federale di Washington, si fonda sulla presunta violazione del Primo Emendamento della Costituzione, che tutela la libertà di stampa.
La richiesta di intervento urgente sarà esaminata da un giudice federale del tribunale distrettuale di Washington e potrebbe portare a udienze già nel corso di questa settimana.
La misura contestata
La controversia è iniziata venerdì, quando il presidente ha annunciato sul social Truth l'intenzione di escludere le tre testate dalla Casa Bianca, accusandole di diffondere quelle che ha definito fake news. Il giorno successivo, sabato, ai cronisti delle tre organizzazioni è stato effettivamente impedito l'ingresso nel complesso presidenziale e i loro tesserini di accredito sono stati ritirati dal Secret Service. Le troupe di Cnn e Ms Now hanno trasmesso dai lati opposti di Pennsylvania Avenue, operando dalla strada senza più accesso alla sede della presidenza.
Le dichiarazioni delle testate e la richiesta al tribunale
Le tre testate hanno diffuso una dichiarazione congiunta nella quale spiegano di aver informato il governo della presentazione del ricorso. «Questa mattina abbiamo informato il governo che presenteremo una denuncia per tutelare i nostri diritti garantiti dal Primo Emendamento e difendere il principio secondo cui non spetta al governo decidere ciò che la stampa può riportare o pubblicare», hanno dichiarato.
Nel documento depositato in tribunale, le aziende sostengono che la Costituzione tutela la libertà e gli interessi di proprietà che le testate e i reporter della Casa Bianca hanno nei loro accrediti stampa e nell'accesso che tali accrediti consentono loro di coprire le attività presidenziali a beneficio del pubblico. La causa è stata avviata contro il presidente, il capo di gabinetto Susie Wiles, il direttore delle comunicazioni Steven Cheung e il direttore del Secret Service Sean Curran.
Le tre organizzazioni sono rappresentate dall'avvocato Theodore Boutros Junior, dello studio legale Gibson Dunn.
Il quadro giuridico e i precedenti
La vicenda si inserisce in un contesto di tensioni di lunga data tra l'amministrazione e alcune testate giornalistiche. Nel 2018, durante il primo mandato, fu sospeso il tesserino del corrispondente della Cnn Jim Acosta, poi ripristinato per decisione di un giudice. L'anno successivo un tribunale federale ordinò la restituzione dell'accredito al giornalista Brian Karem dopo un diverbio con un consigliere presidenziale.
Più di recente, l'agenzia Associated Press era stata esclusa da alcuni eventi alla Casa Bianca dopo aver rifiutato di adottare una denominazione geografica voluta dal presidente; in quel caso una corte distrettuale aveva dato ragione all'agenzia, ma la Corte d'appello del circuito di Washington aveva sospeso in via preliminare la parte più ampia della sentenza, stabilendo che gli spazi più riservati della Casa Bianca non godono delle stesse tutele del Primo Emendamento previste per il resto del complesso.
La reazione dell'associazione dei giornalisti accreditati
La presidente della White House Correspondents' Association, Jacqui Heinrich, ha chiesto all'amministrazione di ripristinare immediatamente l'accesso, osservando che le implicazioni della misura si estendono oltre le singole organizzazioni coinvolte.
Un criterio utilizzato per escludere una testata a causa della sua copertura potrebbe essere applicato a qualsiasi altra in futuro, ha sostenuto, aggiungendo che il pubblico americano deve poter scrutinare i propri eletti attraverso una stampa libera e indipendente, a prescindere dal fatto che gli ufficiali governativi ne valutino favorevolmente l'operato.
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