Il MacBook Air con chip M5 raddoppia lo spazio e punta tutto sull'intelligenza artificiale

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il fastidioso avviso “Spazio su disco in esaurimento”, quello che compare nel momento meno opportuno costringendo a fermarsi per spostare file sul cloud o cancellare qualcosa in fretta, potrebbe presto diventare un ricordo per chi acquista un nuovo MacBook Air. In una giornata particolarmente densa di annunci, che ha visto il rinnovo quasi totale della lineup di computer portatili, Apple ha presentato la nuova generazione del suo modello più popolare, e lo ha fatto intervenendo proprio lì dove gli utenti, soprattutto quelli che usano il computer per lavoro o per l’università, lamentavano da tempo un limite oggettivo. La memoria di base, infatti, non è più di 256 gigabyte, bensì il doppio, partendo ora da 512 GB per entrambe le versioni da 13 e 15 pollici, con la possibilità, per la prima volta su questo modello, di arrivare fino a 4 terabyte di archiviazione.

Un balzo in avanti per l’elaborazione locale

Questa scelta, tuttavia, non è soltanto un adeguamento alle richieste del mercato o un gesto di generosità da parte dell’azienda di Cupertino. Alla base c’è un cambiamento strutturale nel modo in cui i computer vengono utilizzati oggi, e il nuovo chip M5, con la sua architettura studiata per reggere carichi di lavoro sempre più complessi, rappresenta il vero motore di questa trasformazione. L’accelerazione impressa ai processi di intelligenza artificiale, che ora avvengono direttamente sul dispositivo senza dover passare da server remoti, richiede una potenza di calcolo notevole, ma anche la possibilità di accedere rapidamente a grandi quantità di dati. Il nuovo processore, con una CPU a 10 core e una GPU che arriva fino a 10 core, integra in ogni core grafico un acceleratore neurale dedicato: questo significa che operazioni come l’analisi di foto, il miglioramento dei vecchi video o la traduzione in tempo reale di un messaggio, funzioni integrate nel nuovo sistema operativo macOS Tahoe, possono essere eseguite in modo fulmineo e in totale privacy. La banda di memoria unificata, aumentata del 28% rispetto al modello precedente, sale a 153 GB/s, garantendo quella fluidità necessaria quando si passa da un’app all’altra o si lavora con file particolarmente pesanti.

Una connettività completamente rinnovata

Parallelamente all’incremento delle prestazioni interne, Apple ha posto l’accento anche sulla capacità del computer di dialogare con il mondo esterno in modo più stabile e veloce. I nuovi MacBook Air sono infatti i primi a montare il chip wireless N1, progettato internamente, che abilita il supporto agli standard Wi-Fi 7 e Bluetooth 6. Si tratta di un aggiornamento che va oltre la semplice compatibilità con i router più moderni, perché migliora la latenza e l’affidamento della connessione anche in ambienti particolarmente affollati dal punto di vista delle reti, come uffici o spazi abitativi con molti dispositivi connessi. Per il resto, la formula estetica rimane invariata: la scocca in alluminio riciclato, lo spessore ridotto e l’assenza di ventole caratterizzano ancora una volta un oggetto pensato per essere portato ovunque senza compromessi, con la batteria che promette fino a 18 ore di autonomia.

Disponibilità e dettagli sui prezzi

Le ordinazioni dei nuovi modelli, disponibili nelle colorazioni argento, starlight, mezzanotte e nel nuovo celeste, prenderanno il via a partire da oggi, con le prime consegne ai clienti e la disponibilità nei negozi fissata per l’11 marzo. Il prezzo di partenza per la versione da 13 pollici è stato fissato a 1.199 euro, mentre per il 15 pollici si parte da 1.499 euro, cifre che, se confrontate con il passato recente, offrono un quantitativo di memoria di base doppio a parità di costo, modificando sensibilmente il rapporto qualità-prezzo per un portatile che rimane tra i più venduti al mondo. La scelta di raddoppiare la dotazione minima, unita alla spinta decisa verso funzionalità sempre più dipendenti dall’intelligenza artificiale in locale, disegna un profilo d’uso ben preciso: non più solo un computer per la navigazione e la scrittura, ma uno strumento capace di gestire carichi di lavoro un tempo appannaggio esclusivo di workstation decisamente più ingombranti.

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