Firenze, il volo perfetto della colombina rinnova la tradizione pasquale dello Scoppio del carro
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Redazione Interno
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Nella mattinata di Pasqua, piazza Duomo a Firenze ha ospitato, come da consuetudine, lo Scoppio del carro, una delle manifestazioni più antiche e suggestive della città, le cui radici affondano addirittura nel periodo delle Crociate. La colombina, il piccolo razzo a forma di colomba che parte dall’altare della Cattedrale per accendere i fuochi pirotecnici sul Brindellone, ha compiuto anche quest’anno il suo percorso senza intoppi, un segnale considerato di buon auspicio per Firenze e per l’intera Toscana.
Nonostante il cielo incerto, migliaia di persone – fiorentini e turisti – hanno assistito all’evento, che unisce fede e tradizione in un rito spettacolare. Tra le autorità presenti, la sindaca Sara Funaro e il presidente della Regione Eugenio Giani, che sui social ha sottolineato l’importanza della cerimonia: «Lo scoppio del carro rappresenta la più antica delle nostre tradizioni popolari. Oggi la colombina ha fatto il suo percorso in modo perfetto, all’andata e al ritorno».
La leggenda vuole che il riso abbia origine nel 1099, quando Pazzino de’ Pazzi, un crociato fiorentino, avrebbe portato in città alcune schegge del Santo Sepolcro, usate poi per accendere il fuoco benedetto. Da allora, la cerimonia si è evoluta, mantenendo però intatto il suo significato simbolico: il volo riuscito della colombina è interpretato come un presagio di prosperità e fortuna.




