Buen Camino, il remake spagnolo del film dei record di Checco Zalone
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La società iberica AF Films ha acquisito i diritti per la realizzazione di una versione in lingua spagnola di "Buen Camino", la commedia diretta da Gennaro Nunziante che ha recentemente riscritto la storia del botteghino italiano. L’accordo, siglato con la società di vendite internazionali Piperplay, rappresenta il primo passo concreto verso un’internazionalizzazione del Titolo che, come riportato da Variety, potrebbe presto estendersi anche ad altri mercati europei: Francia e Germania sarebbero infatti in trattative avanzate per assicurarsi i rispettivi adattamenti.
Uscito nelle sale il giorno di Natale e distribuito da Medusa, il film ha dominato le classifiche domestiche per cinque settimane consecutive, attirando oltre 9 milioni di spettatori e superando abbondantemente la soglia dei 76 milioni di euro d’incasso, un dato che lo colloca al vertice della classifica dei film più visti di sempre nel Paese. Questo exploit, che ha battuto il precedente primato detenuto dallo stesso Zalone con "Quo Vado", ha evidentemente acceso i riflettori oltre confine. Come ha dichiarato lo stesso Nunziante qualche mese fa, la situazione ricorda quella di dieci anni fa, con la differenza che stavolta la portata internazionale del prodotto appare molto più solida grazie a una narrazione – quella del rapporto tra un padre, una figlia e un viaggio di formazione – che prescinde da barriere puramente linguistiche o culturali.
Un’operazione che fa leva sul legame con il territorio e sul genere “road movie”
La scelta della Spagna come primo acquirente non è affatto casuale, se si considera che l’intera vicenda ruota attorno al Cammino di Santiago, un percorso identitario e geografico profondamente radicato nell’immaginario collettivo iberico. Daniel Campos Pavoncelli, socio della Indiana Production (società del gruppo Vuelta che ha prodotto il film insieme a MZL e Netflix), ha sottolineato come l’ambientazione rappresenti un vantaggio competitivo naturale per il remake: il pubblico spagnolo conosce già quei paesaggi e quella tradizione, e potrà fruirne attraverso attori e un linguaggio comico locale. L’adattamento, quindi, non si limita a tradurre le battute, ma si propone di rileggere in chiave autoctona la vicenda di quel padre scansafatiche (interpretato da Luca Medici, in arte Checco Zalone) che, costretto a inseguire la figlia adolescente, si trasforma in un pellegrino suo malgrado. Il responsabile di AF Films, Frank Aziza, ha spiegato che la scelta è caduta su questo progetto perché capace di mescolare risate e commozione, toccando il tema universale delle relazioni umane e delle seconde possibilità.
L’appeal di una storia senza franchise né supereroi
A rendere appetibile il titolo sul mercato internazionale è stata proprio la sua natura di commedia “povera” ma solida, fondata esclusivamente sulla chimica tra i personaggi e sulla scrittura. In un’epoca dominata dai franchise e dalle proprietà intellettuali prestabilite, "Buen Camino" ha dimostrato il contrario: che si può costruire un fenomeno da botteghino con una semplice storia on the road. Il successo estero dell’idea originale, d’altronde, era già stato testato in parte dalle vendite all’estero del primo film, ma il salto di qualità rappresentato dalla vendita dei diritti di remake – e non semplicemente della pellicola originale – segna una svolta nell’industria nostrana. Si tratta, infatti, del primo accordo di questo tipo per un titolo italiano degli ultimi anni, un modello di business che potrebbe aprire la strada ad altre operazioni simili.
Il meccanismo produttivo e le prospettive di espansione
L’operazione è stata gestita da Piperplay, che ha mediato l’incontro tra la proprietà intellettuale italiana e l’interesse iberico. Il film originale, prodotto da Indiana Production con la partecipazione di Netflix, aveva già mostrato la sua forza attirando un pubblico trasversale, un dato che non è passato inosservato agli osservatori internazionali. Con la chiusura dell’affare per la Spagna, l’attenzione si sposta ora sulle interlocuzioni con Francia e Germania; qualora andassero in porto, "Buen Camino" diventerebbe un caso di studio per l’export dell’intrattenimento leggero ma di qualità. L’auspicio degli agenti di vendita è che la semplicità del meccanismo narrativo – il conflitto generazionale e la scoperta di sé attraverso il viaggio – possa funzionare indipendentemente dalla latitudine, a patto di trovare i giusti interpreti locali capaci di replicare la verve irriverente del protagonista pugliese.




