La Cassazione annulla l’ordinanza per Dassilva: il Riesame dovrà riesaminare il caso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La decisione della Corte di Cassazione, emessa il 23 gennaio, ha segnato una svolta nel procedimento a carico di Louis Dassilva, il 35enne senegalese accusato dell’omicidio di Pierina Paganelli. Accogliendo il ricorso presentato dai suoi difensori, Riario Fabbri e Andrea Guidi, i giudici hanno annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare, rimettendo la valutazione al Tribunale del Riesame di Bologna.

Nelle motivazioni, la Suprema Corte ha evidenziato come la ricostruzione del movente – uno dei dieci elementi contestati – presenti profili di illogicità, definendola “monca e slabbrata”. In particolare, è stato sottolineato che Pierina Paganelli, pur essendo a conoscenza della relazione extraconiugale della nuora, ignorava l’identità dell’amante. Ne consegue, secondo i giudici, che Dassilva non avesse motivo di temere alcuna iniziativa da parte della vittima, rendendo inconsistente l’ipotesi di un movente legato alla salvaguardia del matrimonio del figlio.

La sentenza non implica l’immediata scarcerazione dell’uomo, ma impone una nuova valutazione sulla necessità della misura cautelare. Il tribunale di Bologna dovrà dunque riesaminare la posizione di Dassilva, tenendo conto delle critiche sollevate dalla Cassazione, che ha giudicato carenti le motivazioni originarie.

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