Cyberpunk 2077 su Ps5 Pro, il salto di qualità con il pssr 2.0 secondo ElAnalistaDeBits

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non è certo la prima volta che Cyberpunk 2077 si sottopone a un’operazione di lifting tecnologico, eppure l’ultima, quella dedicata a Ps5 Pro, ha il sapore di una piccola rivoluzione silenziosa. ElAnalistaDeBits, la nota testata specializzata in comparazioni tecniche, ha messo sotto torchio le due versioni del gioco – quella per la Ps5 standard e quella per la più recente e potente console di casa Sony – per verificare l’impatto reale dell’update gratuito rilasciato da Cd Projekt Red. E il responso, va detto, lascia poco spazio a interpretazioni ambigue: il divario prestazionale esiste ed è sostanziale, soprattutto laddove entra in gioco la nuova tecnologia di upscaling proprietaria, la PlayStation Spectral Super Resolution (Pssr) nella sua versione 2.0.

L’elemento che più salta all’occhio, analizzando i frame delle due modalità di gioco, è il trattamento riservato alla cosiddetta “modalità Prestazioni”. Sulla vecchia Ps5, questa opzione si affidava ancora a Fsr 2.1 (la soluzione di AMD, per intenderci) per cercare di bilanciare fluidità e carico grafico; ne risultava un’immagine talvolta ballerina, con sgranature e aliasing diffuso. Sulla nuova Pro, invece, grazie al supporto ufficiale al Pssr 2.0, la stessa modalità guadagna una pulizia visiva inaspettata: i bordi diventano netti, le texture a media distanza smettono di “frullare” e l’effetto complessivo si avvicina pericolosamente a quello che, fino a ieri, si poteva ottenere solo su pc di fascia alta. Un miglioramento, questo, che non passa certo inosservato a chi ha già speso centinaia d’ore a Night City.

L’aggiornamento gratuito e le tre anime tecniche del gioco su Ps5 Pro

L’annuncio, arrivato direttamente dal team di sviluppo lo scorso 16 marzo, aveva già acceso i riflettori su un intervento che molti davano per scontato ma che pochi speravano così profondo. Ora che l’update è effettivamente scaricabile da tutti i possessori del gioco (e un trailer ufficiale ne ha mostrato i tratti salienti), emergono con chiarezza le tre direttrici lungo le quali si articola l’esperienza. La prima è la già citata modalità Prestazioni, pensata per chi non vuole scendere a compromessi con la fluidità del frame rate. La seconda è la modalità Ray Tracing, che cerca un equilibrio virtuoso tra qualità dell’illuminazione e prestazioni, fissando il tutto a 60 fotogrammi al secondo senza particolari oscillazioni. La terza, infine, è quella che gli stessi sviluppatori hanno battezzato “Ray Tracing Pro”: qui si scende a 40fps di base, con la possibilità – per i display compatibili Vrr – di toccare picchi di 90 fotogrammi, il tutto mentre l’illuminazione dinamica e la resa dei dettagli ricevono un’attenzione quasi maniacale.

Illuminazione dinamica, definizione e quella sensazione di “gioco nuovo”

Non si tratta, occorre sottolinearlo, di una semplice sbavatura di riflessi o di una leggera nitidezza in più. La differenza sostanziale, e che ElAnalistaDeBits ha evidenziato con sequenze comparative piuttosto eloquenti, risiede nella capacità del Pssr 2.0 di gestire le superfici complesse e le fonti di luce multiple senza sacrificare la reattività dei comandi. In pratica, dove la Ps5 standard era costretta a tagliare qualche angolo (soprattutto nelle sequenze notturne con pioggia e inseguimenti in auto), la nuova console riesce a tenere insieme una definizione maggiore e un’illuminazione che non tradisce mai l’atmosfera cyberpunk. E questo, per un action rpg che ha fatto della densità visiva e della credibilità dell’ambiente il suo cavallo di battaglia, non è affatto un dettaglio secondario.

Il peso del Pssr 2.0 e l’assenza di compromessi nella resa finale

Se si guarda ai numeri grezzi – per quanto i numeri, in questi casi, non raccontino mai tutta la storia – l’implementazione del Pssr 2.0 rappresenta il vero discrimine tecnico tra le due generazioni di console. La precedente soluzione basata su Fsr 2.1, sulla Ps5 standard, produceva un’immagine complessivamente più morbida e talvolta confusa nei dettagli in movimento; sulla Pro, invece, il ricostruzione dell’immagine avviene con una precisione che restituisce spessore anche a elementi secondari come i cartelloni pubblicitari luminosi, le pozze d’acqua o i riflessi sui vetri dei palazzi. I fan, che da tempo chiedevano un intervento di questo tipo, possono finalmente esplorare Night City con una qualità grafica che su console non si era mai vista. Nessuna magia, per carità: solo l’applicazione coerente di un aggiornamento che, per una volta, non chiede nulla in cambio se non di essere scaricato.

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