«Grande Fratello Vip», le pagelle dell’8 maggio: Adriana Volpe impeccabile (10), Raimondo Todaro fantasma (5) e Ilary Blasi che ribalta tutto (9)
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La quindicesima puntata del «Grande Fratello Vip», andata in onda venerdì 8 maggio su Canale 5, ha consegnato al pubblico un campionario quasi maniacale di dinamiche umane esasperate dalla convivenza forzata. Mentre il traguardo della finale, ipoteticamente fissato per il 19 maggio, continua a slittare nell’incertezza produttiva, la conduttrice Ilary Blasi ha dovuto destreggiarsi tra lacrime di redenzione familiare e scontri generazionali che ormai sembrano usciti da un manuale di psicologia da reality. A farla da padrone, in questa ottava di maggio che sa già di resa dei conti, è stata la capacità di alcuni concorrenti di tenere alta la tensione narrativa, e di altri, invece, di dissolversi nell’arredamento della Casa più spiata d’Italia.
Adriana Volpe e la lezione di stile: il 10 che asfalta senza alzare la voce
Se c’è un’interpretazione che merita la lode piena, quella è senza dubbio la prestazione di Adriana Volpe. Accusata da più parti (Francesca Manzini in testa) di essere una «lucertola» o una «valletta muta» capace solo di iniettare veleno con diplomazia, la conduttrice ha invece ribaltato le aspettative mostrando una pacatezza che in un ambiente iperteso come quello del reality assume i contorni di una virtù quasi eroica. Laddove altre concorrenti alzavano i toni, lei ha risposto con una fermezza glaciale, senza mai perdere il controllo né cadere nella trappola della teatralità urlata — e il pubblico, evidentemente, ha gradito, visto il responso del televoto che l’ha ampiamente salvata. Non solo: la sorpresa della lettera del compagno Dario ha aggiunto una nota di autenticità a un personaggio che qualcuno dava per fin troppo costruito; se l’eleganza è una forma di intelligenza, Adriana Volpe ha appena conseguito la laurea con lode.
Raimondo Todaro fantasma e i «comodini»: quel cinque che racconta un’occasione sprecata
Diametralmente opposta, purtroppo per lui, la traiettoria di Raimondo Todaro. Atteso come una rivelazione capace di scrollarsi di dosso l’immagine del ballerino fumantino, il coreografo catanese ha invece attivato quella che i cronisti di settore definiscono ormai «modalità arredamento»: presente fisicamente, assente nella sostanza. Impassibile durante le liti, scollegato dalle dinamiche vere, si accende solo quando Francesca Manzini richiede contatto fisico e rituali di coccole da villaggio vacanze. Il voto 5 che gli è stato attribuito non è tanto una bocciatura, quanto la fotografia di un’occasione mancata: Todaro ha scelto la prudenza, il cerchiobottismo, la via mediana che in un reality paga solo se sei un politico consumato, non certo se sei un ex concorrente chiamato a mostrare polso. Intorno a lui, il vuoto di carisma si allarga a macchia d’olio su personaggi come Raul Dumitras, Renato Biancardi e Lucia Ilardo — definiti da più parti «trasferelli» di carta velina, talmente inconsistenti da non essere rimpianti nemmeno dopo lo spegnimento delle telecamere.
Ilary Blasi e il piacere della rivincita: il 9 di chi galleggia sopra gli ascolti
Tuttavia, a tenere insieme i cocci di una baracca che molti davano per spacciata, c’è ancora una volta la padrona di casa. Ilary Blasi, nelle stime della critica, ha totalizzato un solido 9 non tanto per la conduzione in sé — che pure è fluida e senza sbavature — quanto per l’atteggiamento di fondo. La sensazione palpabile, durante la diretta, è che la conduttrice si stia godendo il momento con un pizzico di sana rivalsa: dopo settimane di requiem anticipati per il reality, lei ha risposto con la leggerezza di chi non si fa divorare dall’Auditel. Scherza con la mosca che le si posa in faccia, punzecchia le opinioniste, lascia spazio alle liti senza mai sembrare in apnea. Non è la perfezione tecnica a fare la differenza, ma la naturalezza: Ilary conduce come se fosse a casa sua, e in un mondo televisivo ossessionato dai dati, questa noncuranza è quasi un atto rivoluzionario. La sua gestione del confronto tra Antonella Elia e Alessandra Mussolini, le due finaliste designate che continuano a scontrarsi con la cattiveria elegante di chi sa di essere indispensabile per lo show, è stata misurata e divertente al tempo stesso.
Lacrime e televoto flash: l’addio senza sorpresa di Marco Berry
Sul fronte delle eliminazioni, la puntata ha riservato un verdetto ampiamente annunciato dai sondaggi della vigilia: Marco Berry è stato il grande sconfitto del televoto flash, costretto a lasciare la Casa con un misero 9,35% delle preferenze contro il 46,4% di Raul Dumitras e il 44,25% di Adriana Volpe. Per l’illusionista, che pure era partito con l’intenzione di stupire, il percorso si è rivelato più opaco del previsto: privo di quella scintilla polemica che aveva acceso i riflettori nelle prime settimane, si è spento lentamente, conclusosi in una sorta di rassegnazione silenziosa. Più interessante, dal punto di vista emotivo, è stato il travaglio di Francesca Manzini: la sua confessione sul rapporto difficile con la sorella Lilli, segnato da quattordici anni di differenza e da un’infanzia priva di armonia familiare, ha spinto la produzione a farle avere un videomessaggio della consanguinea. Ne è uscito un quadro sfumato, fatto di riavvicinamenti parziali e rancori mai del tutto sopiti — e i lusinghieri 8 raccolti dalla stampa raccontano di un pubblico che, nonostante tutto, apprezza quando il dolore smette di essere finzione e diventa, per una volta, carne viva in diretta.




