Le pagelle del «Grande Fratello Vip»: Adriana Volpe impeccabile, Todaro scomparso, e quella regia perfetta di Ilary Blasi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se c’è una cosa che la quindicesima puntata del «Grande Fratello Vip» (andata in onda venerdì 8 maggio su Canale 5) ha dimostrato con assoluta chiarezza, è che la pacatezza, in un ambiente saturo di nervosismi e strategie spicciole, paga sempre. Parliamo di Adriana Volpe, la concorrente che molti davano per remissiva o, peggio, per "nascosta" dietro le regine della casa, e che invece ha ricevuto un plauso quasi unanime dalla critica televisiva.
La sua prova, definita "impeccabile" e da manuale, le è valsa un voto 10: non tanto per le dinamiche da "machiavellica" del gioco, quanto per la gestione chirurgica del confronto diretto. In un tripudio di accuse volgari e teatralità (Francesca Manzini, nel suo stile, l’aveva liquidata come "lucertola" o poco sincera), l’ex concorrente ha risposto con una lezione di stile. Senza alzare la voce né scendere nel torbido, ha "asfaltato" le avversarie rimanendo ferma, lucida e ineccepibile. Al punto che la sua reazione viene descritta come "da proiettare nelle scuole".
Il voto più basso della notte e l’effetto "comodino"
Sul versante opposto del podio, troviamo un’analisi severa ma oggettiva riguardo a Raimondo Todaro, che si è visto assegnare un 5 dalla stampa specializzata. Clamorosamente, il ballerino e coreografo che era entrato nella casa con la nomea di stratega e "burattinaio" (capace di muovere i fili da dietro le quinte) è semplicemente svanito nel nulla. Se all’inizio l’istinto del pubblico era quello di vederlo come un outsider capace di ribaltare le gerarchie, i fatti dell’8 maggio hanno raccontato ben altra storia.
I giornalisti, con un’onestà che non concede sconti, lo hanno definito "un comodino Ikea" o un semplice "cerchiobottista": uno che si barcamena per non sporcarsi le mani, impassibile e scollegato dal clima infuocato della casa. La sua "modalità arredamento" – dove l’unico impulso vitale sembra accendersi nei paraggi di Francesca Manzini – ha stancato. Se a questo si aggiunge la mossa di salvare Raul (dandogli l’immunità), un concorrente considerato inconsistente ("trasferello" o "nulla in un vestito di niente" -1), ecco che la sensazione per i telespettatori più attenti è quella di un’illusione svanita.
Quel "9" che premia la leggerezza conduttrice
Mentre i concorrenti si scannavano a suon di critiche e vecchi rancori, a fare la differenza in cabina di regia – ma anche sulla poltrona più importante – è stata proprio Ilary Blasi. La conduttrice non solo naviga la tempesta, ma la cavalca con una disinvoltura che le è valsa un solido 9. La sua capacità di sdrammatizzare, persino di scherzare con una mosca posata in volto durante una diretta tesissima, ha restituito al pubblico una sensazione di freschezza rara in un reality che molti davano per spacciato.
C’è una sottile soddisfazione nel suo sguardo, come ha notato chi segue i dietro le quinte: quella di chi ha saputo "rivedere la baracca" senza lasciarsi divorare dall’ansia degli ascolti. La Blasi conduce come se si stesse divertendo realmente, e questa "noncuranza" (apparentemente studiata ma di fatto istintiva) è l’elemento che le ha permesso di tenere insieme i cocci, passando da un confronto epico tra le due regine a un momento di vulnerabilità umana senza che il ritmo ne risentisse.
Lacrime e verità: il peso specifico di Francesca Manzini
Non si può chiudere l’analisi senza menzionare Francesca Manzini (voto 8) e le due rivali per eccellenza: Antonella Elia e Alessandra Mussolini (voto 6). Da una parte, ecco la Manzini: capace di passare dal tirare accuse ("Ti nascondi dietro gli altri") a un momento di fragilità catartica quando ha ricevuto il videomessaggio della sorella Lilli. La storia di un’infanzia segnata da silenzi e dalla rottura familiare ha toccato le corde giuste, trasformando la sua solita tempesta emotiva in un racconto sentito. Dall’altra, le due finaliste: la loro faida, sebbene generosa in termini di trash e tenuta per il palinsesto, inizia a scricchiolare sotto il peso della ripetitività. Lo scontro c’è, è sempre viscerale, ma il meccanismo inizia a mostrare la corda: un 6 che fotografa l’eterna (e ormai scontata) guerra tra due sopravvissute della Casa.




