Bologna, il rogo di Capodanno brucia un Gremlin oviparo contro il male

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sarà un "Gremlin oviparo", con grandi orecchie da pipistrello e un busto che funge da nido per un uovo rosso, a incarnare il tradizionale Vecchione destinato al rogo in piazza Maggiore a Bologna per la notte di San Silvestro. L'opera, firmata dall'artista Dem – al secolo Marco Barbieri, noto per una ricerca incentrata su creature ibride e bizzarre che spazia dalla Land Art alla pittura murale – rappresenta un contenitore del Male, concepito per assorbire simbolicamente la negatività che gli viene affidata. L'immagine, che attinge a una figura divenuta cult nel cinema di Joe Dante ma affonda anche radici, meno note, nel folklore dell’aeronautica militare, si propone di stimolare una riflessione che non si limiti alla malvagità esterna, ma esplori pure quella che ciascuno custodisce dentro di sé.

Un rito di purificazione che coinvolge la città

La scelta dell’artista, che con i suoi riferimenti ancestrali e fuori dalle rotte consuete si inserisce nella grande tradizione rurale delle creature fantastiche e dispettose, anche attraverso l’uso dei materiali, segna una novità significativa nel cerimoniale. Per la prima volta, infatti, bolognesi e turisti potranno partecipare attivamente all’antico rito di purificazione, consegnando al Vecchione, in forma di bigliettini scritti, quelle brutture e quelle cattiverie che si vorrebbero vedere distrutte dalle fiamme. Una modalità interattiva che trasforma l’evento in un collettivo atto di catarsi, come ha sottolineato l’assessore alla cultura Daniele Del Pozzo, definendo l’opera un “atto di responsabilità individuale”.

Il Gremlin nel contesto di "Festivamente"

Il rogo del Gremlin oviparo costituisce l’appuntamento clou del cartellone natalizio “Festivamente”, promosso e coordinato dal Comune, il quale propone, oltre alla festa di Capodanno con dj set e balli, un ricco programma di iniziative culturali. Tra queste, visite guidate, mostre museali e giochi di luce animeranno la città durante le festività, sebbene il momento più atteso resti il passaggio dall’anno vecchio al nuovo, sancito dalla combustione di un simbolo che, nelle intenzioni, si fa carico del peso delle guerre e dell’oscurità del periodo. L’uovo rosso in gestazione nel busto-nido della creatura evoca, non a caso, un male potenziale, sospeso tra umano e disumano, che la comunità decide di esorcizzare collettivamente.

Il significato di una tradizione che evolve

L’operazione artistica, nel suo complesso, conferma come il rito del Vecchione, pur nella sua fissità temporale, sia un fenomeno in continua evoluzione, capace di assorbire linguaggi contemporanei e suggestioni popolari per rinnovare il proprio messaggio. L’invito a riflettere sul male, sia quello macroscopico dei conflitti globali sia quello intimo e personale, passa attraverso la rielaborazione di un immaginario fantastico che, dalla grande tradizione rurale giunge fino al cinema moderno, senza perdere il suo originario carattere apotropaico. Le fiamme che consumeranno il Gremlin, quindi, non segneranno soltanto la fine di un anno, ma anche la trasformazione simbolica di una negatività affidata, di cui ci si libera per affrontare un nuovo inizio.

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