L'attenzione si rivolge nuovamente al delitto di via Poma
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Redazione Interno
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Il delitto di Simonetta Cesaroni, avvenuto nel 1990, torna alla ribalta. I carabinieri hanno presentato un'informativa alla procura di Roma, focalizzando l'attenzione su Mario Vanacore, figlio di Pierino Vanacore, il portiere del palazzo di Roma dove è avvenuto l'omicidio.
Il ruolo di Mario Vanacore
Mario Vanacore, oggi 64enne e titolare di una ditta a Torino, è finito nel mirino dei media dopo che una relazione dei carabinieri lo ha indicato come possibile autore del delitto. In un'intervista alla 'Stampa', Mario ha affermato di aver visto Simonetta Cesaroni solo dopo la sua morte e lamenta che "ce l'hanno con la mia famiglia", ipotizzando attacchi magari di "qualcuno che abbiamo anche querelato".
Il coinvolgimento del padre
Pierino Vanacore, il padre di Mario e originario del tarantino, era stato inizialmente ritenuto responsabile dell’assassinio di Simonetta Cesaroni. Tuttavia, a distanza di venti anni dall’avvio dell’inchiesta, si è suicidato nel suo territorio di origine.
La posizione della procura
Nonostante le accuse, i giudici parlano di "ipotesi e suggestioni" che "non consentono di superare le forti perplessità sulla reale fondatezza del quadro ipotetico tracciato". Per questo motivo, lo scorso 13 dicembre hanno chiesto l'archiviazione del fascicolo aperto 2 anni fa.
Il caso rimane aperto e l'attenzione sul delitto di via Poma continua. La ricerca di giustizia per Simonetta Cesaroni prosegue.




