Gabriele Sabatini è morto a 50 anni: addio all’ex calciatore cresciuto nel Milan

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Gabriele Sabatini, ex calciatore e allenatore cresciuto nelle giovanili del Milan, è morto all’età di 50 anni dopo una lunga malattia. L’ex centrocampista, conosciuto nel calcio spezzino e ligure per il suo percorso da giocatore e tecnico, lascia la moglie Francesca Rollini, i due figli e i genitori. La scomparsa è avvenuta il 5 ottobre e ha provocato numerosi messaggi di cordoglio da parte delle società sportive che hanno condiviso con lui anni di attività sul campo e in panchina.

La carriera di Sabatini tra Milan, calcio giovanile e dilettanti

Il percorso sportivo di Gabriele Sabatini era iniziato nelle giovanili dello Spezia, prima delle esperienze con Fo. Ce. Vara, la storica Us Sarzanese 1906 e il Magra Azzurri. Nel ruolo di centrocampista aveva caratteristiche da regista, con capacità di lettura del gioco e qualità tecniche che lo avevano portato fino al settore giovanile del Milan. Il cammino nelle formazioni rossonere si era interrotto a causa di un grave infortunio che aveva condizionato la possibilità di proseguire ai livelli più alti.

Dopo l’esperienza da calciatore, Sabatini aveva scelto di restare nel mondo del calcio attraverso il ruolo di allenatore, diventando una figura conosciuta nelle realtà dilettantistiche tra Liguria e Toscana. Ha guidato squadre come Magra Azzurri, Ligorna, Colli di Luni, Tarros Sarzanese e Pontremolese, portando la sua esperienza tecnica sui campi locali. Il suo lavoro è stato ricordato anche per il rapporto costruito con i giocatori e con gli ambienti societari nei quali aveva operato.

Il legame con il calcio spezzino e il ricordo delle società

La notizia della morte di Sabatini ha colpito soprattutto il movimento calcistico della provincia della Spezia, dove era considerato un punto di riferimento sia per il passato da calciatore sia per l’attività svolta in panchina. La Santerenzina, società alla quale era particolarmente legato, ha espresso il proprio dolore ricordando il contributo dato alla crescita del club e delle persone incontrate nel suo percorso sportivo. Anche lo Spezia Calcio ha manifestato vicinanza alla famiglia, definendolo un tecnico apprezzato nel panorama dilettantistico spezzino.

Sabatini viveva a San Terenzo, in provincia della Spezia, insieme alla moglie Francesca Rollini e ai figli. Negli ultimi tempi le sue condizioni di salute erano peggiorate e aveva affrontato un periodo di ricovero in ospedale a Pisa prima della scomparsa. Il mondo del calcio locale ha ricordato non soltanto il calciatore arrivato fino al vivaio del Milan, ma anche l’allenatore impegnato nella formazione dei giovani e nella gestione delle squadre dilettantistiche.

I club allenati e l’impatto sul territorio

Nel corso della sua attività da tecnico, Sabatini aveva ricoperto diversi incarichi nelle categorie dilettantistiche, costruendo una presenza significativa nei campionati regionali. Tra le esperienze più ricordate ci sono quelle con Ligorna e Pontremolese, oltre alla guida di altre formazioni della zona. La sua figura era legata a un’idea di calcio vissuta quotidianamente nei campi locali, con attenzione alla preparazione sportiva e alla crescita dei calciatori.

La sua esperienza comprendeva anche il rapporto con la Fezzanese, società nella quale aveva ricoperto il ruolo di allenatore e con cui aveva raggiunto risultati sportivi importanti. La scomparsa di Sabatini ha raccolto il cordoglio di molte persone che lo avevano incontrato durante la carriera, dai compagni di squadra ai giocatori allenati, fino ai dirigenti delle società con cui aveva collaborato.

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